
Ormai l’Europa è divisa fra chi crede che dovremmo avere meno paura e chi invece ritiene che dovremmo averne molta di più. Di cosa? Ovviamente mi riferisco a quel fenomeno che ha rappresentato la maggiore minaccia esistenziale per i nostri antenati nel corso di cinquanta generazioni, superato solo per un breve tratto storico – e per appena due generazioni – dal comunismo.
Oggi però il quadro è ancora più netto: ci sono già 55 milioni di abitanti che di paura non ne hanno affatto, e il loro numero cresce a ritmi sostenuti, tali da rendere ogni confronto improponibile. In queste condizioni, è quasi superfluo chiedersi quale gruppo sia in vantaggio.
Se poi si tiene conto dell’inverno demografico europeo, della denatalità strutturale e della progressiva erosione delle basi culturali, il risultato appare già scritto: non si tratta più di una competizione aperta, ma di un esito che si dispiega nel tempo con un’inerzia storica ineluttabile. I nostri nipoti potranno forse avere quattro mogli, ma l’aspetto più interessante sarà verificare empiricamente se la coesistenza pacifica – che i mille e mille piccioni viaggiatori del Jihad ci magnificano da ogni pulpito – sarà una realtà.
Se così non fosse, lo scenario potrebbe assumere tratti ben più duri di quanto oggi si immagini. E, in tal caso, qualcuno potrebbe assistere – almeno per un breve periodo – a uno spettacolo tutt’altro che edificante, giacché i primi a essere travolti sarebbero proprio gli utili idioti, ossia coloro che oggi, con tronfia sicurezza, liquidano ogni preoccupazione come infondata, dimostrando nei fatti quanto fragile possa essere una fiducia non supportata da un confronto reale con la storia e con i rapporti di forza. Quelli che predicano minor paura non fanno che proiettare universalismi occidentali di ogni genere su materiale assolutamente refrattario ad accoglierli. Ma in cuor mio, pur sapendo che sbagliano, mi auguro che abbiano ragione. La scissione cuore/cervello è oggi quasi doverosa di fronte all’inaggirabile.
Luigi Marco Bassani, 18 aprile 2026
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