Brutta bestia la propaganda, fa sembrare vero anche ciò che è assolutamente falso. Dicono in queste ore: avete visto, con le politiche della Meloni supine a Trump aumentano i costi dei carburanti e del gas.
Domanda: ma che diavolo c’entra Giorgia Meloni con la guerra all’Iran? La premier non fa la benzinaia, qualsiasi fosse il Presidente del consiglio i prezzi di petrolio e gas sarebbero schizzati assolutamente allo stesso modo, non un centesimo in più ne un centesimo in meno. È quello che accade in tutto il mondo, indipendentemente dal colore dei governi e dalla più o meno dichiarata amicizia con gli Stati Uniti.
Se si ferma la produzione, se rallentano i trasporti è ovvio che il prezzo dei prodotti energetici schizzi alle stelle; è evidente che in un momento di incertezza e di paura le Borse di tutto il mondo tirino i remi in barca in attesa di tempi migliori.
Nessuno gioisce per questa situazione; al contrario, siamo tutti molto preoccupati. Tuttavia, non rientra nelle possibilità del governo italiano porre fine al conflitto scoppiato nel Golfo. La malafede delle opposizioni è evidente e non porta da nessuna parte. Semmai è vero il contrario.
Evitare che a danni si aggiungano danni, come sta accadendo alla Spagna che si messo di traverso all’America. È segno solo di buon senso e lucidità politica.
In questo momento così complesso, l’interesse dell’Italia è contenere il più possibile le conseguenze negative di eventi che non dipendono dalla nostra volontà, sia nel breve periodo sia nel lungo termine
La storia, si dice, è galantuomo e saprà ricompensare l’aver tenuto i nervi saldi nei momenti di difficoltà.
Alessandro Sallusti, 5 marzo 2026
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