
Il governo ha varato il nuovo pacchetto sicurezza che prevede anche misure che riguardano cortei e manifestazioni. Le opposizioni, che con la parola “sicurezza” hanno un pessimo rapporto – al solo pronunciarla gli fa venire l’orticaria – partono lancia in resta contro “il tentativo di limitare la libertà di manifestare”.
Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, lo ha duramente criticato definendolo un tentativo di “svolta autoritaria” che limita la libertà delle persone e il diritto di sciopero.Vediamo cosa dice a tal proposito non la maggioranza bensì la statistica.
Gli ultimi dati aggregati disponibili riguardano il 2024, anno terzo dell’era Centrodestra e raccontano che le manifestazioni di rilievo sono state 11.556, 31 al giorno domeniche e festività comprese, il 13 per cento in più dell’anno precedente; gli operatori delle forze dell’ordine rimasti feriti sono stati 294, in aumento del 195,5 per cento sul 2023.
Dell’anno che si è appena concluso, il 2025, mancano i dati ufficiali ma certamente c’è stata una importante escalation fosse solo per via delle proteste pro-pal. Basta un dato: in soli tre giorni, nel mese di ottobre, gli agenti rimasti feriti per contenere la furia dei dimostranti sono stati 126, poco meno della metà dell’intero anno precedente; e a Torino, pochi giorni fa, cento in un solo giorno.
Ecco vi sembra questo un governo che impedisce la libera espressione della protesta? A me sembra che il pacchetto sicurezza appena approvato non tocchi alcuna libertà se non quella di massacrare a sprangate le forze dell’ordine e devastare a proprio piacimento le città. Ma forse sono all’antica, a differenza di Landini penso ancora che qualsiasi pensiero possa essere espresso, ma non a martellate.
Alessandro Sallusti, 6 febbraio 2026
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