Politico Quotidiano

“Il comunista ha sempre ragione”. Come combattere l’inganno rosso

Dal fallimento del comunismo alla critica del neoliberismo: quando l’ideologia viene prima dell’esperienza

comunismo marx
Aggiungi nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google CLICCA QUI

I marxisti, si sa, sostengono spesso che il comunismo sia stato applicato male: altrimenti avrebbe funzionato come un orologio svizzero. Un giorno, però, discutendo con una comunista, mi permisi di obiettare: “Ma quale neoliberismo potrà mai esserci con una tassazione al 60 per cento?” “È perché è stato applicato male”, mi rispose immediatamente. E allora ebbi un’illuminazione. Il comunismo è una forma volgare di platonismo politico.

Per Platone, infatti, ciò che incontriamo nell’esperienza non possiede pienamente il proprio essere. Le cose particolari sono mutevoli, imperfette, contingenti, mentre noi possiamo pensarle facendo riferimento a qualcosa che trascende le loro manifestazioni concrete: le Idee, o Forme, realtà intelligibili, universali e immutabili, delle quali le cose sensibili non sono che immagini, imitazioni o partecipazioni imperfette.

Il gioco del comunista è, sotto questo profilo, rigorosamente platonico. Quando la realtà contraddice la teoria, non è la teoria a dover essere corretta: è la realtà a essere dichiarata una copia difettosa dell’Idea. Il comunismo storico non confuta il comunismo perché non era vero comunismo. E, con perfetta simmetria, persino una società nella quale lo Stato preleva il 60 per cento può continuare a essere neoliberista: evidentemente il neoliberismo è stato applicato male.

Comunismo e liberismo cessano così di essere concetti mediante i quali classificare esperienze storiche e diventano realtà in sé e per sé, sottratte alla verifica dell’esperienza. L’universale non viene ricavato dai casi particolari e successivamente corretto alla luce di essi: possiede una dignità ontologica sempre superiore alle proprie manifestazioni sensibili.

Naturalmente Marx, di tanto in tanto, sembra voler deplatonizzarsi. Nella “Critica del programma di Gotha” del 1875 scrive la celebre frase: “Ogni passo di un movimento reale è più importante di una dozzina di programmi”. Peccato che la pronunci proprio mentre sta sottoponendo un programma politico a una serrata critica teorica, opponendogli concezioni che ritiene più corrette. Persino il suo tentativo di abbandonare l’iperuranio finisce per assumere una forma curiosamente platonica: il movimento reale è superiore, purché proceda nella direzione teoricamente giusta. Non importa cosa vuole un proletario, né tutti i proletari, ma solo cosa deve volere il proletariato.

Lugi Marco Bassani, 3 settembre 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it

SEDUTE SATIRICHE

Giustizia al contrario - Vignetta del 03/09/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Giustizia al contrario

Vignetta del 03/09/2026
L'inferno è pieno di buone intenzioni