Il giustizialismo de Il Fatto Quotidiano mette paura. Guai a finire nel mirino di alcuni giornalisti che sembrano godere nel puntare il dito (e la penna) contro la politica. Ovviamente quella di centrodestra. Meglio se quella calabrese, fa più effetto. Si sa, molti giornali fanno propaganda, tifano. Il Fatto sembra essere uno di quelli.
Sulle colonne del quotidiano diretto da Marco Travaglio, nei giorni scorsi è spuntato un articolo con un titolo sensazionalistico: “Tornano alla carica gli Scopelliti boys (e le loro inchieste)”. Il riferimento è alle elezioni comunali della città metropolitana di Reggio Calabria.
Il giornalista fa l’elenco (su 600) di pochi candidati che hanno avuto la sfortuna di avere a che fare con la giustizia. Nomina ex politici e, in alcuni casi, addirittura le loro mogli e compagne, incensurate. La loro colpa? Essersi candidati alle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale.
La cosa che sorprende è che tutte le persone citate nell’inchiesta (imperdibile) sono state assolte o le indagini si sono concluse in un nulla di fatto. Ma va?! Allora perché citarli, scrivere i loro nomi in grassetto sul giornale? L’obiettivo è forse quello di screditare una parte politica perché pare che Francesco Cannizzaro stravinca le elezioni (almeno stando ai sondaggi)?
Già, perché nell’articolo si leggono esclusivamente i nomi dei candidati di una parte politica, con Francesco Cannizzaro sindaco di Forza Italia. E il partito Democratico e il suo carrozzone non hanno, forse, candidati con precedenti spiacevoli? Ovviamente sì. Come è ovvio che non vengano citati. Come mai, c’è forse del dolo? Ah, saperlo…
Sicuramente sappiamo che nelle precedenti elezioni comunali alcuni membri di spicco del PD furono arrestati per brogli elettorali, ma nell’articolo non si legge nulla di tutto ciò. Eppure, sono sempre le stesse persone a scendere in campo, nel 2021 come nel 2026.
Certo, ognuno è libero di scrivere ciò che vuole, ma non sulla pelle della gente che ha pagato lo scotto di avere a che fare con certa in-giustizia.
Michel Dessì, 17 maggio 2026
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


