Dopo il burrascoso addio alla Lega e la fondazione di un proprio soggetto politico, Roberto Vannacci serra i ranghi e dà ufficialmente il via alla campagna di reclutamento per la costruzione della futura classe dirigente di Futuro Nazionale. Un’impresa ambiziosa, considerato il materiale umano fin qui intercettato.
Il primo, in ordine rigorosamente cronologico e non certo qualitativo, ad aver sposato con convinzione il progetto del generale è stato il deputato-pistolero Emanuele Pozzolo. Un nome, una garanzia. Dopo essere assurto alle cronache nazionali per lo sparo partito la notte di Capodanno — episodio che gli è già valso una condanna a un anno e tre mesi per porto illegale d’arma — l’ex parlamentare di Fratelli d’Italia, oggi approdato al Misto, riscopre in Roberto Vannacci il suo nuovo leader e punto di riferimento politico.
Talmente punto di riferimento da arrivare persino a incoronarlo come lo “Charles de Gaulle italiano, capace di superare gli steccati ideologici del Novecento e dialogare anche con forze di sinistra”. Un parallelismo ardito, che probabilmente avrebbe sorpreso lo stesso De Gaulle. Ma se lo dice Pozzolo, chi siamo noi per dubitarne.
A seguire, a stretto giro, dovrebbero mettersi in fila altri due parlamentari attualmente in forza alla Lega, entrambi piuttosto critici nei confronti della linea dell’esecutivo, in particolare sul dossier degli aiuti militari all’Ucraina. Si tratta dei deputati Edoardo Ziello e Rossano Sasso, ai quali potrebbe aggiungersi un terzo nome, sempre leghista: il calabrese Domenico Furgiuele.
Nelle intenzioni del generale, Furgiuele dovrebbe fungere da utile cerniera per favorire l’incontro tra Futuro Nazionale e altre formazioni politiche di ispirazione neofascista, come Forza Nuova e CasaPound. Il progetto, del resto, è chiaro: allargare il perimetro a tutte le sigle orbitanti nella galassia neofascista per dare vita a una forza di estrema destra sul modello di AfD in Germania. Un’operazione di ricomposizione nostalgica, più che politica. In questa chiave va letto l’ipotetico coinvolgimento di Furgiuele, che tuttavia — a differenza di Sasso e Ziello — per ora si affretta a smentire qualsiasi cambio di casacca.
A completare l’esigua pattuglia parlamentare agli ordini del generale potrebbe poi esserci lui, l’uomo che davvero non ti aspetti: Aboubakar Soumahoro. Sì, proprio lui. Il deputato degli stivali, pronto — per sua stessa ammissione — a candidarsi “con le forze del tricolore”. Un tricolore, a quanto pare, capace di adattarsi a ogni clima e a ogni latitudine politica.
In buona sostanza, e al netto delle consuete smentite di rito, l’ex parlamentare di Avs, oggi in cerca di una nuova collocazione in vista delle prossime Politiche, potrebbe compiere uno spericolato salto mortale e traslocare, pensate un po’, da Fratoianni a Vannacci. Un tragitto che, più che politico, sembra geografico: dall’antifascismo militante alla destra radicale, senza nemmeno il tempo di rifare la valigia.
Resta solo una curiosità, tutt’altro che marginale: cosa pensa il generale Vannacci dei tratti somatici di Soumahoro? Una domanda più che legittima, visto che proprio su quei tratti Roberto Vannacci ha costruito una parte non del tutto trascurabile della sua fortuna mediatica.
Salvatore Di Bartolo, 9 febbraio 2026
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