Il plotone del No

A La7, sul tema referendum giustizia, è andato in scena una sorta di assedio delle 7 frecce contro Alessandro Sallusti

7k 20
formigli carofiglio montanari

Da tempo non seguo più alcuni dei talk show de La7, i quali hanno raggiunto una faziosità imbarazzante, soprattutto da quando Giorgia Meloni si è insediata a Palazzo Chigi. Tuttavia, dato che una mia vecchia amica mi ha segnalato che, sul tema caldissimo della riforma della giustizia, durante la puntata di Piazzapulita, condotta da Corrado Formigli, c’è stato una sorta di assedio delle 7 frecce contro Alessandro Sallusti. Ho fatto uno strappo alla regola. E in effetti ad assediare il popolare giornalista c’era una falange compatta di sostenitori del No, in cui si è sin da subito convintamente schierato anche lo stesso conduttore.

Ebbene, come immaginavo, lo spettacolo è stato piuttosto desolante sotto molti punti di vista, in cui il buon Sallusti si è dovuto confrontare con i soliti e francamente infondati rilievi che i difensori dello status quo ripetono a macchinetta da parecchi mesi. Su tutti la colossale panzana secondo la quale se passasse la riforma Nordio la magistratura inquirente finirebbe sotto il tallone dell’esecutivo. Per non parlare del sorteggio dei membri dei due nuovi Csm, uno per i magistrati inquirenti e l’altro per quelli giudicanti. Sebbene la legge attuativa sicuramente prevederà alcuni criteri ragionevoli su cui selezionare una platea di magistrati con alcuni requisiti minimi di base, Gianrico Carofiglio, ex pubblico ministero e per una intera legislatura parlamentare del Partito democratico, ha usato toni apocalittici, prospettando il rischio di sorteggiare un buon numero di “cretini” negli organi di autogoverno della stessa magistratura.

Ciò vorrebbe dire, come ha sottolineato il direttore di Politicoquotidiano.it, che il nostro sistema giudiziario consente a persone poco ragionevoli di comminare anche un ergastolo a qualche disgraziato innocente? Ma su tutti gli attaccanti ostili alla riforma, che sembravano replicare un ben nota pubblicità di alcuni anni fa, nella quale una regolare squadra di calcio si doveva battere con una avversaria formata da centinaia di giocatori (ti piace vincere facile? Questo il motto dello spot), sono rimasto molto impressionato dalla sicumera di Sebastiano Barisoni, giornalista economico tifoso sfegatato delle ricette keynesiote, il quale ha contestato la necessità di tale riforma, sostenendo che gli italiani hanno ben altre preoccupazioni che non quella di riformare la giustizia. Tra tali preoccupazioni Barisoni ha indicato il costo eccessivo dell’energia, che in Italia sarebbe superiore del 40% rispetto al resto dell’Europa.

Dunque, seguendo il filo logico del suo benaltrismo, se non passa la riforma le bollette comincerebbero magicamente a scendere? Francamente faccio molta fatica a comprendere il nesso logica di questa dotta affermazione. In definitiva, ancora una volta è emerso in questo “dibattito”, al pari ad esempio di quelli che da tempo si realizzano, sempre su La7, nel salotto di Lilli Gruber, una vera e propria ossessione contro l’attuale governo, il cui principale bersaglio è proprio la premier, identificata come la punta di diamante di un tentativo delle destre transnazionali – sporche, brutte e cattive per definizione – di sovvertire l’ordine democratico in tutto l’Occidente, imponendo in modo strisciante modelli autocratici che hanno le loro radici nel nazifascismo dei tempi che furono.

Insomma, per farla breve, questi teatrini televisivi a senso unico, che del dibattito hanno solo la parvenza, altro non sono che evidenti manifestazioni di pura propaganda ostile all’attuale governo, che con un serio ed equilibrato confronto politico hanno ben poco con cui spartire.

Claudio Romiti, 22 febbraio 2026

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version