Politico Quotidiano

Il problema di Salis non è la tuta, ma quel dettaglio che nessuno ha notato

L'abbigliamento dell'Eurodeputata di Avs in Parlamento scatena le polemiche. Ma il punto non è tanto l'abito

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Non c’è niente da fare, Ilaria Salis si è imborghesita. Sono bastati pochi mesi nel limbo capitalista della UE, tra una Ursula e una Christine, a farle capire come gira il mondo: svaniti, evaporati i tempi ruggenti delle occupazioni, delle resistenze, dei debiti con le case popolari, e perfino dei manganelli spaziali, la compagna insurrezionale è come una popstar in disarmo. Non che sia sciatta: anzi, sta imparando a sfoggiare cashmirini di Zanobelli, come il conte Mascetti, morbidi maglioncini, i toppettini a pancia scoperta han lasciato il posto a certe divise istituzionali; si ritrae pure su una bici elettrica in minigonna e stivaletti da movida, da brava influencer da apericena: che volete, c’è chi sgambettare a 2 euro la consegna e chi a 20mila a proclama. Perché quelli, le ciance, le chiacchiere con cui rincoglionire le maestranze di Askatasuna, non possono mancare. Solo, suonano ormai bolli, vuoti, si sente che l’euronorevola non ci crede più. Adesso crede al bonifico della BCE. Pugno chiuso e mano aperta. Anche le iniziative, sono di facciata, di bronzo ma facciata: ho provato a istituzionalizzare le occupazioni, senza successo. Forse tenterà di rendere disciplina olimpica il lancio del manganello, dopo quello del martello, ma con scarsissima convinzione.

Est modus in rebus e non è vero che l’abito non fa la monaca: come minimo, dice molto del carattere e anche degli eventi e mutamenti. E la compagna ne ha avuti molti ultimamente, soprattutto sul conto corrente. Così si è imborghesita, si è lasciata andare, gli ozi bruxellesi hanno infiacchito anche una pellaccia dura e pura come lei. Il tratto tipico degli arricchiti, lo aveva colto benissimo un altro compagno, Nanni Moretti, in “Caro Diario”: “Videocassette (era il 1994…). Pizzeria a domicilio nei cartoni. Tute al posto dei vestiti”. Eccola lì, la compagna retrattile. Con una tuta rosa shocking, proprio come una ricca che ormai, fascisticamente, se ne frega: tanto il bonifico scocca puntuale in ogni modo. Per giunta, un tutone griffato Adidas. Che non è solo una odiata (insomma) multinazionale, è pure un marchio dalla storia complicata alle spalle: agli albori lavorava per il nazismo, forniva le scarpe agli atleti e all’esercito, i due fratelli figli di un ciabattino, destinati a scindersi in una tempesta d’odio mai più risolta, firmavano le loro lettere con l’immancabile formula “Heil, Hitler”.

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Era un altro momento d’accordo, e oggi Adidas è semplicemente uno dei marchi sportivi più diffusi e potenti (e costosi) al mondo. Era un altro mondo, va bene: ma proprio quello doveva scegliere la neocapitalista Salis? Ebbene sì, sai quanto ne sa lei. E se anche lo sa, sai quanto je frega. Hasta l’outfit di lusso siempre, o relax o muerte. Ormai la compagna si accompagna con le èlite e si acconcia di conseguenza: pare una tennista o una cantante milionaria che fa una conferenza stampa. Altro che gli anonimi quattro stracci cubani o ecuadoriani o gazawi: solo il meglio per la nostra ragazza, che ormai sfoggia, ha imparato, quel je ne sais quoi che solo chi non avrà più problemi nella vita riesce a esprimere. E pazienza se le multinazionali sfruttano el pueblo. Per tutto il resto, ci stanno i pugnettii e le pugnette di quelli dei centri sociali, poveri pirla che le han creduto e ancora le offrono la pastasciutta antifà come una celebrità che si degna; ma fa parte del gioco, un gioco delle parti, ed è chiaro a tutti. Ilaria è diventata completamente uguale agli ztl che l’hanno votata.

E non è che una tuta vale l’altra; e non è questione della tuta-in-sè; è proprio che la Adidas rosa fluo è un manifesto programmatico. Del tipo io so’ io e voi ve fate er mazzo. Quel mazzolin di fiori che vien dalla compagna. Di questo passo, Ilaria passerà davanti ad Askatasuna tappandosi il naso, ovviamente senza fermarsi. E la sentiremo strepitare inorridita, come Rossella Como in “Vacanze di Natale”: “Ma se questi torpigna (o maranza) si prendono pure Cortina… allora… allora…”. Una de ste sere se famo quattro occupazioni in allegria, se la divertimo! “Sarebbe divino, ma noi siamo da Goldman Sachs”. La finanza sionista, sapete. Compagno Aska, fai ballare l’occhio sul tic: Monza Bruxelles 2 ore, 54 minuti e 27 secondi. Mario Draghi is nothing! Hai visto l’animale come scodinzola quando ci porta il food in biciclo?”.

Max Del Papa, 14 febbraio 2026

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