
Vannacci ha lasciato la Lega. Una notizia che il Carroccio ha accolto con giustificata irritazione, se si va a leggere il durissimo commento di Matteo Salvini, convinto di aver portato nel partito un uomo “di parola” e che invece a suo dire si ritrova deluso. Usato un po’ come taxi. Ma la domanda ora è: Vannacci se ne va per andare dove?
Solo il tempo ce lo dirà. Oggi comunque, in occasione dell’addio sia a Via Bellerio che al gruppo dei Patrioti al Parlamento Europeo, l’ex militare ha lanciato il “manifesto politico” del suo nuovo movimento “Futuro Nazionale”. Il generale Vannacci sogna un’Italia “Vera, Orgogliosa, Convinta, Pura e Contagiosa”. Ovvero “L’unica destra che io conosca”. “L’Italia è una polveriera pronta a deflagrare – scrive l’ex leghista – È un Paese in trepidante attesa colmo di energia trattenuta: forza compressa, talento umiliato, merito non riconosciuto, orgoglio ammansito, entusiasmo e passione che anelano di esplodere. Esiste una parte viva, vasta e profonda della cittadinanza che non si riconosce più in una dialettica timida, fatta di tinte spente e volti smorti, di braccia basse e calici annacquati, di linguaggi misurati e vie di mezzo. Di tutto questo gli italiani sono stufi. Non a caso, gli italiani di destra non votano più”.
Eppure, secondo Vannacci, “c’è Destra e destra”. “L’unica che avrà davvero qualcosa da dire nelle sfide dei prossimi anni è quella capace di essere sé stessa. È per questo che la mia Destra è diversa da quella che qualcuno propone o che qualcun altro si rassegna di rappresentare – si legge nel manifesto – La mia Destra è VITALE perché è innamorata della Vita ed è protesa verso il futuro. Non della vita qualunque. Non della vita di chi tira a campare, ma di quella che merita di essere vissuta e per la quale vale persino morire, pur di garantire alla nostra progenie un futuro migliore”.
A seguire, i cinque punti del suo programma che, se uniti, formano appunto la parola VITALE.
V di VIRTÙ
“Coraggio, forza, dovere, spirito di sacrificio, iniziativa, determinazione, passione, memoria. Queste sono le virtù cui si ispira. Il coraggio che vince la paura. La forza plasmata nell’esercizio che ci sostiene anche quando la salita si fa erta e la vetta sembra sparire in lontananza. Il dovere verso la bandiera, la Nazione, la società e il prossimo. Il sacrificio, perché nulla è regalato, dovuto o ottenuto per sempre e ogni vittoria si conquista con lavoro, sudore, studio e ingegno. L’iniziativa, perché non siamo pecore che rispondono al fischio del pastore, ma uomini e donne talentuosi consapevoli della rotta e capaci e liberi di agire per raggiungere la meta. A qualsiasi costo. La determinazione che mantiene la barra al mutare del vento. La passione che ci tiene vivi anche quando tutto sembra perduto. La memoria, perché chi non ha un passato – o non lo onora – non può pretendere un futuro”.
I di IDENTITÀ
“Quell’identità che ci rende unici, esclusivi: italiani. L’Italia è la nostra Patria: ben delimitata da confini che devono essere protetti e difesi, abitata da un popolo che si riconosce negli stessi ideali e valori, governata da una classe politica eletta per fare gli interessi del popolo italiano. Viene prima l’Italia, poi lo Stato e le Istituzioni, che devono esserne al servizio, e infine, fintanto che gli interessi di questi due soggetti sono salvaguardati, il Diritto[1]. L’Italia è il Paese più bello e più rilevante della storia mondiale: qui è nato l’Impero Romano; qui i popoli del Mediterraneo sono stati uniti; qui la religione di Cristo ha posto il proprio centro – “onde Cristo è romano”, come scrive Dante; qui affondano le radici decisive della cultura medievale e rinascimentale; qui sono nate le più grandi menti del progresso, dell’esplorazione, della poesia e della bellezza. In Italia la grandezza non è ambizione o aspirazione, ma vocazione e inclinazione naturale. Può esserlo ancora. Deve esserlo ancora”.
T di TRADIZIONI
“Sono le radici che ancorano la nostra identità alla nostra terra. Non possiamo e non vogliamo rinunciarvi. L’Italia deve riconquistare e custodire la propria civiltà, fondata su valori, riferimenti storici e basi precise. Sono le radici della cristianità: del diritto romano, della filosofia greca, dell’eroismo romano-germanico che diede vita al Sacro Romano Impero, degli ottantamila campanili attorno ai quali sono nate le nostre città, delle virtù per cui si sono immolati i nostri eroi e hanno combattuto i nostri nonni. Sono il profumo del pane, i canti natalizi, la domenica in famiglia, il focolare domestico. Sono le croci, le chiese, la cucina, i poeti, gli eroi. Non vogliamo un mondo di sradicati e non vogliamo un’Italia sradicata. L’immigrazione di massa, anche quando non criminale, sgretola la compattezza di una civiltà, frantuma la solidarietà sociale, annacqua l’identità di un popolo imponendo alla convivenza forzata un numero eccessivo ed insostenibile di individui con storie, abitudini, riferimenti e religioni diverse. Le nostre tradizioni non sono negoziabili. Non sono diluibili. Per chi non si integra e non si assimila la remigrazione diventa una necessità”.
A di AMORE
“Amore per il sangue del mio sangue: la famiglia. Amore per chi mi sta vicino: il mio prossimo. Amore per chi condivide i miei ideali e per chi lotta per essi: il mio popolo. La famiglia: l’unica, insostituibile, conforme alla natura. Lo insegna la biologia: per vincere il tempo un popolo deve procreare, e per fare figli servono un uomo e una donna. Di otto miliardi di persone su questo pianeta tutti sono nati da un uomo e da una donna. I figli hanno bisogno di un padre e di una madre uniti nella differenza e nella complementarietà. Ne hanno la necessità per essere educati e per essere accompagnati nella vita con continuità, valori e stabilità. Il prossimo è chi ci sta vicino. Chi cresce con noi, parla come noi, condivide scuola, sport, strade, avventure, piazze, gioie e sacrifici. “Ama il prossimo tuo come te stesso.” Così interpretiamo anche l’autonomia: maggiore responsabilità di chi è vicino a beneficio della propria comunità. È l’insieme delle comunità forma il popolo. Il popolo è la cittadinanza che si stringe attorno agli stessi valori e ideali ed è forgiata nel sacrificio e nel dovere. Il popolo è la bandiera, l’inno, il sentimento unitario di comunità unica ed esclusiva. Va difeso, promosso, accudito. Chi non si assimila ai valori, agli ideali, ai principi e ai sentimenti della nostra comunità non fa parte del nostro popolo. Chiunque venga in Italia a lavorare sarà rispettato ma non per questo diventerà italiano. L’Italia non può limitarsi a essere un Paese dove si rispettano le regole e non si commettono crimini. Deve tornare a essere, profondamente, Italia”.
L di LIBERTÀ
“Libertà di essere, di fare, di possedere, di esprimere. Vogliamo sicurezza, pace e tranquillità: chi viola le regole della convivenza deve essere messo in condizione di non nuocere. La Repubblica è fondata sul lavoro: è il lavoro che crea ricchezza e benessere. Nell’offrire pari opportunità per esprimere al meglio i propri talenti tuteliamo l’impresa, la ricchezza, la proprietà e il frutto del lavoro onesto. Se violi la mia casa o mi aggredisci per la strada rischi la vita: la difesa è sempre legittima. Ripudiamo il pensiero unico e i delitti d’opinione. Le idee non si processano. Crediamo nell’universalità della giustizia secondo cui la legge è uguale per tutti: un reato non è più o meno grave in base a sesso, censo, colore della pelle o orientamento sessuale di chi lo commette o di chi lo subisce”.
E di ECCELLENZA ed ENTUSIASMO
“Serve una politica che sostenga le eccellenze, protegga il Made in Italy, investa sui migliori, creda nell’orgoglio di ciò che sappiamo essere e produrre. Chi studia, lavora, rischia, innova, affascina, chi cade e si rialza deve essere sempre sostenuto, riconosciuto e valorizzato. Un Paese a cui basti sopravvivere, che appiattisce tutto verso il basso, che si accontenta del “minimo”, che monetizza la cittadinanza, che confonde uguaglianza con mediocrità è un Paese condannato al declino. Un Paese che premia il merito resta se stesso e sviluppa le proprie potenzialità. Chi resta indietro verrà aiutato, ma l’eccellenza e la bellezza sono virali e contagiose: sono la forma più nobile di redistribuzione della ricchezza”.
Insomma: non sarà una “destra moderata”, ma una destra “vera, coerente, identitaria, forte, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura e contagiosa”. Resta da capire quanti parlamentari riuscirà a portarsi dietro (riuscirà a fare un gruppo al Parlamento?) e soprattutto quale sarà il suo peso elettorale.
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