Politico Quotidiano

La politica può ancora cambiare il Paese. Ma a una condizione

Dall'insegnamento di San Paolo VI alla necessità di restituire valore alle idee, all'etica pubblica e all'impegno per i cittadini

Meloni e gli 'Odiatori'per Max del Papa Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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Sono certamente una persona idealista, una persona che crede che determinati principi non possano essere ritenuti negoziabili, per nessun motivo. Credo anche che la definizione data da San Paolo VI della politica come la più alta forma della carità non solo sia un auspicio ma sia piuttosto un reale progetto di vita per chi decide di impegnarsi in politica, sul territorio o a livello nazionale.

Sono certa, altresì, del fatto che chi sceglie di lavorare in politica può davvero contribuire, con il proprio impegno, a cambiare, in meglio, la vita dei cittadini, attuando scelte responsabili e disinteressate. Certamente spesso la realtà è molto diversa dall’ideale, infatti non mancano gli episodi che testimoniano il prevalere dell’interesse privato su quello pubblico.

Ma non mi scoraggio perchè sono convinta che, fatta eccezione per pochi, la maggioranza dei nostri politici, in tutti gli schieramenti politici, è seriamente impegnata nel lavoro a favore dei cittadini. Lo scoraggiamento, poi, sarebbe un tradimento nei confronti di chi non si è scoraggiato e ha pagato con la propria vita il prezzo dell’aver creduto nelle proprie idee, nonostante tutto e nonostante tutti.

Certo, a prescindere dal singolo episodio, il fenomeno dei cosiddetti franchi tiratori stride con l’ideale che ho della politica, della serietà, della coerenza e della fedeltà alla propria idea e quindi al proprio partito, lo stesso dicasi per gli accordi presi al di fuori dei luoghi istituzionali: la nostra storia politica, passata e recente, è ricca di questi episodi che alla politica nobilmente vissuta rendono poco onore e sono del tutto estranei.

Ecco io credo che il nostro Paese possa proseguire il proprio cammino, rafforzando i risultati ottenuti negli ultimi anni nei diversi settori della vita civile, economica e sociale, solo se si sarà in grado di dare nuovo valore alle idee, alle persone, alla loro formazione, al desiderio di contribuire idealmente e fattivamente al progresso della società.

I cittadini hanno bisogno di persone che, nei diversi campi della vita civile, dal mondo della scuola a quello dell’informazione, dalla politica territoriale a quella nazionale, dall’economia alla cultura, sappiano fare realmente la differenza educando i cittadini all’idea che un’alternativa allo sfruttamento, all’interesse privato, alla malversazione non solo sia possibile ma è attuata nei fatti dalla maggior parte delle persone che, ogni giorno, costruiscono un tassello della storia nazionale, nei diversi settori di impegno di ognuno.

Solo così è infatti possibile creare un’alternativa per i nostri giovani che, spesso, compiono scelte sbagliate a motivo della disillusione e del disincanto prodotti dal comportamento degli adulti. Proprio per scongiurare il pericolo della disillusione e del disincanto dei giovani mi permetto di rivolgere a tutte le persone che sono impegnate nella politica l’invito a tornare alle ragioni di fondo del loro impegno, dando rinnovato vigore alle ragioni ideali che sono state la base delle loro scelte e a rifiutare, in coerenza agli ideali di fondo, tutto ciò che con l’ideale nulla ha a che vedere.

Il mio vuole essere solo un appello a far sì che l’ideale non sia cancellato o offuscato ma trovi corrispondenza piena nel reale delle nostre azioni quotidiane.

Suor Anna Monia Alfieri, 19 luglio 2026

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