Il 28 ottobre del 2021, un gruppo di parlamentari ha depositato una proposta di legge costituzionale che prevede l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare.
Rispetto alla riforma costituzionale di cui si dibatte in questi giorni, quella proposta era addirittura più integrale: “Art. 105-ter. L’Alta Corte è composta di quindici giudici, nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria e amministrative”.
Ricapitolando: nessun sorteggio, nomine dirette, di cui solo un terzo a discrezione della magistratura, con i restati due terzi, quindi 10 su 15, nominati direttamente dal Presidente della Repubblica e dal Parlamento, mentre oggi invece, col metodo del sorteggio, nove componenti su 15 sono ad opera della magistratura, tre dal Parlamento e altri tre scelti direttamente dal capo dello Stato.
Quello che stupisce sinceramente, è vedere chi siano i parlamentari che hanno presentato quella proposta del 2021: Anna Rossomando, Luigi Zanda, Franco Mirabelli, Dario Parrini, Monica Cirinnà, tutti senatori del Partito Democratico.
Premesso che nella vita tutti possono cambiare opinione, iniziano però ad essere curiosamente un po’ troppi quelli che oggi rinnegano il proprio passato. E sarebbe interessante capire perché…
Guglielmo Matroianni, 9 marzo 2026
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