Politico Quotidiano

“Lascio il Pd”. Primo scossone per Schlein: cosa c’è dietro?

Marianna Madia si accasa con Renzi: "Vado dove si determinerà lo scontro elettorale: non in Italia viva, bensì in qualcosa di più grande e diverso"

Marianna Madia e Elly Schlein Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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La notizia è questa: Marianna Madia lascia il Pd e si accasa tra gli indipendenti di Italia Viva, qualsiasi cosa voglia dire. Si tratta del primo strappo nei dem dopo mesi e mesi di turbolenti botta e risposta tra la componenti massimalista fedele a Schlein e quella riformista, non molto felice di avere un leader di partito ambiguo sull’Ucraina, un po’ troppo Pro Pal e soprattutto eccessivamente schiacciata sulle posizioni del Movimento Cinque Stelle con cui si cerca di costruire la famosa alternativa a Giorgia Meloni.

Madia non sposta certo milioni di voti e non parliamo di un addio tale da terremotare il Nazareno. Ma è un primo scossone. “Sto scommettendo, non alla cieca ma razionalmente, sull’allargamento e il rafforzamento del centrosinistra in un’area che sarà decisiva per la vittoria della coalizione progressista alle prossime politiche – ha detto la diretta interessata –. È stata la stessa segretaria Elly Schlein a dire per prima che il Pd da solo non è sufficiente: servono alleanze con tutte le forze – civiche, oltre che politiche – per offrire un progetto di alternativa alla destra. E allora io vado dove si determinerà lo scontro elettorale: non in Italia viva, bensì in qualcosa di più grande e diverso, dove certo Matteo Renzi giocherà un ruolo importante, ma che sarà utile allo scopo solo se ci saranno anche altre e altri”.

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Detto in altre parole: pare che i renziani stiano lavorando per costruirsi uno spazio nel futuro campo largo. E questa uscita di Madia dal Pd potrebbe andare in quella direzione. “Ciò a cui io penso è un’area di riformismo radicale, in grado di entrare dentro i problemi reali delle persone e indicare delle soluzioni concrete: dalla start tax, una forma di tassazione agevolata per favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, alla regolamentazione dell’uso incontrollato e prematuro dei social che sta danneggiando la salute fisica e mentale dei nostri ragazzi. Solo due esempi di quello che intendiamo proporre per dare un’identità e una fisionomia chiara alla coalizione progressista“, dice Madia.

Il sospetto è che Renzi o chi per lui stia pensando di creare “un progetto più grande e ambizioso” che aiuti Silvia Salis a scalare la vetta della candidatura dell’opposizione. “Che la sindaca di Genova sia molto capace non ci sono dubbi, lo si vede anche da come sta già affrontando la sua esperienza amministrativa – spiega Madia – Dopodiché non so se lei ne avrebbe voglia. E d’altra parte bisogna prima capire chi aderirà a questo progetto e per fare cosa. Ho però una certezza: le nostre idee, un’impostazione convintamente riformista, saranno decisive per rafforzare la proposta di governo del centrosinistra. Alla fine è l’unica cosa che conta davvero

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