Politico Quotidiano

L’inganno sul Quirinale: non fatevi fregare, non c’è mai stato un presidente “di destra”

Repubblica sostiene che il Colle non sia davvero un "tabù" per il centrodestra, ma sbaglia. È sempre stato una cosa di sinistra

Meloni quirinale Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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Le parole di Giorgia Meloni, che si augura di poter rompere il tabù di un Presidente della Repubblica di destra, sostenendo che i conservatori non sono figli di un dio minore, hanno automaticamente riacceso la corsa al Quirinale. Matteo Renzi rivendica di aver compreso le intenzioni della premier tempo addietro, indicando un fantomatico pericolo per le istituzioni. La solita narrazione tossica che si ripete ogni volta che la destra osa anche solo guardare al Colle.

In questo caso è utile spulciare gli archivi della Storia. Per decenni, il Quirinale è stato appannaggio di figure post-comuniste o di area socialista. Giorgio Napolitano, ex PCI, ha ricoperto due mandati. Sergio Mattarella, pur di estrazione democristiana, è stato eletto e sostenuto dal centrosinistra. Prima ancora, Carlo Azeglio Ciampi e Sandro Pertini hanno incarnato una presidenza di orientamento moderato o socialista. Nel frattempo, la destra vera (liberale, conservatrice o nazionale) ha ottenuto al massimo dei pareggi, grazie ai democristiani. Tanti nomi rispettabili, sia chiaro, ma che non hanno mai rappresentato la cultura politica della destra che oggi guida il Paese con Fratelli d’Italia.

Chiaramente i politici di sinistra trovano ben schierati i loro intellettuali. E così, Michele Serra su La Repubblica di oggi sostiene che Meloni sbaglia a parlare di tabù per la destra, perché “ben sette presidenti su dodici non erano di sinistra: De Nicola ed Einaudi liberali, Gronchi, Segni, Leone, Cossiga e Scalfaro per lo più democristiani, avversari storici della sinistra per quarant’anni. Solo Pertini e Napolitano vengono dal mondo di Psi e Pci. Mattarella stesso è di formazione democristiana.” Serra ha ragione: tanti Presidenti della Repubblica sono stati democristiani. Ma (ed è il punto che la sinistra non vuole ammettere) mai nessuno è stato davvero di destra. Mai un presidente che fosse culturalmente figlio dei valori conservatori e nazionali della destra. Ma a Serra che la musica sia cambiata a quanto pare non sta bene. E tanti come lui si augurano che la destra vada ancora alla ricerca del “pareggio”, proponendo un nome che renda felici i compagni.

Ma perché non dovrebbe esistere un presidente della Repubblica con un trascorso politico conservatore o una formazione di destra? La Costituzione è antifascista, e il Colle ne è garante. Ma la destra di Meloni ha più volte dimostrato fedeltà repubblicana e democratica. Tanto che stanno nascendo nuovi movimenti ben più rigidi e reazionari. Dunque il tabù reale non è la destra, ma l’idea che solo chi è di sinistra o di centro-sinistra possa incarnare la neutralità istituzionale. Questa narrazione elitaria serve a perpetuare un pregiudizio, ma dopo aver avuto addirittura in tempi recenti presidenti post-comunisti, l’Italia può tranquillamente avere un presidente conservatore senza che crolli la Repubblica. Anzi, sarebbe il segno di una democrazia adulta, capace di riconoscere che anche chi non è di sinistra ha diritto di rappresentare l’intero Paese al più alto livello.

Alessandro Bonelli, 1° luglio 2026

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