Politico Quotidiano

L’omicidio di don Roberto, ammazzato da un irregolare, ci ricorda perché vanno espulsi

A sei anni dall’omicidio del sacerdote degli ultimi, la sua morte riporta al centro il tema degli irregolari e delle espulsioni. Una battaglia che il governo Meloni rivendica ancora oggi come prioritaria

Segui nicolaporro.it su Google CLICCA QUI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Il 15 settembre ricordiamo il sacrificio di Don Roberto Malgesini, il prete umile, il prete degli ultimi, oppure, come lo definì Alessandro Sallusti, “il Santo fuorilegge”, perché, come spiegò in un suo articolo: “Il Santo è uno che se ne frega delle regole e hanno sempre litigato con lo Stato e anche con la Chiesa ufficiale. Noi dobbiamo difendere le regole, ma meno male che ci sono i don Roberto che se ne fottono delle leggi. Un amministratore pubblico non potrebbe mai fare quello che faceva don Roberto, ma è normale che preti come lui non facciano distinzioni tra immigrati regolari e clandestini”.

Per chi non ricorda, Don Roberto, 51 anni, valtellinese, “prete degli ultimi” per incarico pastorale a Como e per vocazione personale, fu ucciso a coltellate con una serie di colpi inferti con violenza, uno mortale al polmone. E quando Don Roberto era a terra, ormai esanime, l’omicida infierì sul corpo.

Era la mattina del 15 settembre 2020 a Como, mentre in auto si apprestava a portare la prima colazione ai senzatetto della città, Don Roberto fu raggiunto dall’omicida, Ridha Mahmoudi, 57 anni, tunisino. Un uomo che don Roberto aveva aiutato più e più volte nel corso degli anni, in Italia dal 1993, senza permesso di soggiorno dal 2014, e che fu poi condannato in via definitiva a 25 anni di reclusione.

Per quella vicenda – ero all’epoca Consigliere Comunale di Fratelli d’Italia nel Comune di Como – feci un intervento consiliare prendendo come spunto il ricordo dell’azione forte dello Stato italiano allorquando, e io c’ero a Palermo, dopo la morte di Falcone e Borsellino, i boss mafiosi vennero trasferiti lontano dalla Sicilia, da dove continuavano invece a “governare”, e fu inasprito loro il regime di “carcere duro”, con le caratteristiche attuali di isolamento, come risposta delle Istituzioni alle stragi di Capaci e di via d’Amelio.

In sostanza dissi le seguenti parole, poi espresse anche sui social: ”Una risposta adeguata sarebbe stata quella, già da stanotte, di individuare tutti gli stranieri irregolari di Como, metterli sugli autobus, e portarli in un centro di rimpatrio del Sud Italia. Sarebbe stato un atto forte ed apprezzato dai cittadini”.

Una frase che mi costò un attacco dai soliti buonisti, che arrivarono a cambiare le mie parole da “individuare” (gli stranieri irregolari) a “rastrellare”, allo scopo di montare una polemica tanto assurda, quanto sterile. Ovviamente io non avevo usato la parola “rastrellare”, e questa fu la mia risposta agli attacchi provenienti dalla sinistra cattocomunista: “La parola rastrellamenti l’ha usata qualcun altro. Io ho parlato di individuazione degli irregolari e del loro passaggio in un CPR del sud Italia (ma va bene anche quello di via Corelli di Milano, che sta per riaprire).

Oramai in Italia chiedere che le leggi sulla sicurezza vengano applicate, è diventato un problema? Don Roberto non è morto da solo, ma per mano di un criminale che non doveva essere in Italia, e non capire questo equivale ad ucciderlo una seconda volta. Se non vi è sfuggito, la mia priorità è quella di prevenire altre morti “accidentali” come quella di Don Roberto”.

Possiamo concludere con due riflessioni: la prima, è che il 6 giugno 2026 nella Chiesa di Como-San Bartolomeo, il Vescovo Card. Oscar Cantoni, ha aperto l’inchiesta diocesana per il processo di beatificazione di Don Roberto Malgesini, che per quanto mi riguarda è già Santo.

La seconda, che dopo quattro anni di Governo, al netto dei successi rivendicati dalla Premier Giorgia Meloni nella lotta al degrado e alla microcriminalità, l’Italia è ancora oggi un Paese insicuro, con ancora tanti, troppi, irregolari, che delinquono, che spacciano, che violentano e che agitano la vita degli italiani, e che la via delle espulsioni, o remigrazioni che dir si voglia, è l’unica percorribile.

Col. ris. della GdiF Sergio De Santis, 15 settembre 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it

SEDUTE SATIRICHE

Centrodestra ad alta tensione - Vignetta del 13/09/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Centrodestra ad alta tensione

Vignetta del 13/09/2026
L'inferno è pieno di buone intenzioni