Giorgia Meloni sfiora il 30%, Fratelli d’Italia resta saldamente il primo partito italiano, il Pd è lontanissimo. Eppure il centrodestra rischia di perdere la maggioranza. È il paradosso fotografato dall’ultimo sondaggio Swg per il Tg La7: il campo largo supera, seppur di pochissimo, la coalizione di governo. E lo fa indipendentemente da chi, tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, dovesse vincere le eventuali primarie.
Con Schlein candidata a Palazzo Chigi, il centrosinistra raggiungerebbe il 44,6%, contro il 44% del centrodestra. Con Conte alla guida della coalizione, il risultato cambierebbe appena: 44,5% contro 44,1%. Differenze minime, inferiori al normale margine d’incertezza di un sondaggio, ma sufficienti a descrivere una competizione apertissima.
Eppure, guardando ai singoli partiti, Meloni continua a dominare. FdI è al 29,7% nello scenario Schlein e al 29,8% in quello Conte. Il Pd oscilla tra il 20,5 e il 21,2%, mentre il Movimento 5 Stelle passa dall’11,8 al 13,1%. Forza Italia resta sopra il 7%, la Lega attorno al 5%. Il problema, dunque, non è tanto la forza di Fratelli d’Italia. È la somma dei voti delle coalizioni. Perché dall’altra parte, mettendo insieme democratici, grillini, Avs, renziani e altre formazioni minori, il campo largo riesce a raggiungere una percentuale competitiva.
Ma c’è soprattutto un numero che dovrebbe attirare l’attenzione del centrodestra: quello di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Il partito viene accreditato del 5,6% con Schlein candidata e del 5,4% con Conte. Consensi che, nella simulazione, restano fuori dalla coalizione guidata da Meloni. Ed è qui che si apre la questione politica. Il campo largo precede il centrodestra di appena quattro o sei decimali, mentre una formazione collocata alla sua destra raccoglie oltre cinque punti percentuali. Naturalmente non è possibile presumere che tutti quegli elettori voterebbero automaticamente per la coalizione di governo. Ma la frammentazione del voto è un fattore che può pesare.
Dall’altra parte, il centrosinistra ha un problema speculare: riuscire a trasformare l’alleanza elettorale in una maggioranza capace di governare. Perché mettere insieme Schlein, Conte, Renzi, Fratoianni e Bonelli sulla scheda è una cosa. Trovare un accordo stabile su politica estera, riarmo, economia e immigrazione sarebbe un’altra. Per ora, comunque, il messaggio del sondaggio è chiaro: essere nettamente il primo partito non garantisce di essere la prima coalizione. E una distanza di pochi decimali non permette a nessuno di considerare già chiusa la partita.
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