Meloni condanna il blitz sulla Flotilla: “Israele liberi subito gli italiani”

La premier convoca i ministri a Palazzo Chigi: "Sono stati fermati illegalmente"

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Giorgia Meloni

Stavolta il governo condanna l’operazione di Israele contro la Global Sumud Flotilla. Se nella prima missione aveva prima cercato di dissuadere i partecipanti e poi, pur aiutandoli, criticato la scelta di procedere senza ascoltare gli appelli di Mattarella, a questo giro il governo “condanna” apertamente, e con un comunicato ufficiale, “il sequestro delle imbarcazioni avvenuto in acque internazionali al largo delle coste greche”.

I”l Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tenuto questa mattina una riunione cui hanno partecipato il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, il Ministro della Difesa, Guido Crosetto e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, sugli sviluppi relativi alla Global Sumud Flotilla”, ha fatto sapere Palazzo Chigi in una note. “In questo quadro, il Governo italiano condanna il sequestro delle imbarcazioni avvenuto ieri sera in acque internazionali al largo delle coste greche e chiede al Governo d’Israele l’immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo”. E così “il Governo ribadisce il suo impegno per continuare a fornire aiuti umanitari a Gaza nel quadro della nostra cooperazione e nel rispetto del diritto internazionale”.

Anche Elly Schlein si era spesa per i flotillanti: “Si tratta nuovamente di una inaccettabile violazione del diritto del mare, fatta con arroganza a largo di Cipro, in acque internazionali a 50 miglia dalle coste greche e quindi dall’Europa – aveva scritto la leader del Pd questa mattina – Da alcune ore si sono persi i contatti con gli attivisti umanitari a bordo. L’abbordaggio è illegale e gli attivisti sono stati sequestrati in acque internazionali. Questa operazione illegale dell’IDF deve interrompersi subito e gli attivisti sequestrati devono essere immediatamente liberati. Le istituzioni europee e il Governo italiano esprimano una chiara condanna e facciano tutto quanto in loro potere per tutelare la sicurezza degli attivisti sequestrati, per garantirne l’immediato rilascio e per ottenere lo sblocco di tutti gli aiuti umanitari necessari ai palestinesi a Gaza”.

Il blitz risale a questa notte. Mentre le 58 imbarcazioni erano intorno a Creta, alcuni mezzi israeliani sono saliti a bordo e – stando alle testimonianze dei militanti – hanno “distrutto i motori e i sistemi di navigazione” e poi “si sono poi ritirati, abbandonando intenzionalmente centinaia di civili su navi in avaria e danneggiate, proprio sulla traiettoria di una violenta tempesta in arrivo”. Non tutte le navi sono state intercettate. Si parla di almeno una ventina. È probabile che Israele intenda bloccarle via via, a ondate, anche perché sarebbe stato impossibile fermarle tutte in prossimità di Gaza come avvenuto l’anno scorso. Gli attivisti spagnoli segnalano che sarebbero una trentina “le persone sequestrate da Israele”. Ventiquattro invece sarebbero quelli italiani. Secondo quanto riporta l’Ansa, che cita fonti israeliane, 175 attivisti della Sumud sarebbero a bordo di navi della Marina israeliana e sono in viaggio verso Ashod (sono 221 secondo la Sumud). Gli altri (in totale gli attivisti sono 400), avrebbero fatto inversione di rotta verso altre destinazioni. Probabilmente le acque territoriali greche.

Dal lato israeliano però non si fanno passi indietro. Il ministero degli Esteri ha pubblicato alcuni video, rivendicando di fatto il blitz. “La forza motrice dietro la provocazione della flottiglia è Hamas, in collaborazione con provocatori professionisti, con l’obiettivo di sabotare la transizione alla seconda fase del piano di pace di Trump”, spiegano da Tel Aviv. Per questo, benché “Israele si impegna a garantire la libertà di navigazione”, dato “l’elevato numero di imbarcazioni partecipanti alla flottiglia, il rischio di un’escalation e la necessità di prevenire la violazione di un blocco navale legale, si è reso necessario un intervento tempestivo, in conformità con il diritto internazionale“. Tel Aviv fa sapere che tutto si è svolto in acque internazionali, secondo le regole del diritto. Secondo l’Osservatorio Israele, invece, quella della Global Sumud Flotilla è “l’ennesima iniziativa provocatoria, tutt’altro che umanitaria, promossa da attivisti pienamente consapevoli delle conseguenze delle proprie azioni”. Tradotto: se cerchi lo scontro, ovvero intendi forzare un blocco navale, te ne assumi le conseguenze.

“La libertà di navigazione nel diritto internazionale deve essere rispettata. Questo è un punto. Inoltre, abbiamo invitato e ribadiamo l’invito a Israele a rispettare il diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale marittimo, che è molto chiaro”, ha detto Anouar El Anouni, portavoce della Commissione Ue per gli Affari Esteri. Allo stesso tempo l’Ue “scoraggia” la Flotilla come forma di consegna degli aiuti, visto che “mette a rischio la sicurezza dei loro partecipanti” e non è efficace per far arrivare i viveri.

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