Politico Quotidiano

Perchè dobbiamo cavalcare l’onda di Gaza

Oggi l'Italia partecipa da "osservatore" alla nascita di Board of peace. Non farlo sarebbe una follia

Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani oggi, su mandato del Governo e del Parlamento, sarà Washington per partecipare “in qualità di osservatore” alla riunione inaugurale del Board of peace, l’organismo internazionale voluto da Donald Trump per sovrintendere alla pacificazione e alla ricostruzione di Gaza. 

Oltre non era possibile andare perché la nostra Costituzione impedisce all’Italia di partecipare ad organismi sovranazionali se non in condizione di assoluta parità con tutti gli altri Stati membri, cosa che lo statuto di Board of peace non prevede.

Per la sinistra, manco a dirlo, la scelta di essere comunque presenti all’atto costitutivo è una dimostrazione di subordinazione e servilismo a Trump, che di di quell’organismo è l’ideatore e coordinatore con ampi poteri decisionali. 

Insomma, partecipare a una coalizione di Paesi che spontaneamente si mettono insieme sotto l’egida di uno o più di essi con l’obiettivo di  affrontare emergenze internazionali per l’opposizione è uno scandalo. In verità non è sempre uno scandalo. A Giorgia Meloni, per esempio, è rinfacciato di non essersi iscritta alla “Coalizione dei volenterosi”, associazione spontanea e non riconosciuta internazionalmente che Francia e Germania hanno messo su per affrontare in modo comune la crisi ucraina.

Eppure anche quella voluta da Macron e Merz è una alleanza temporanea tra diverse nazioni per dare il via a operazioni militari o umanitarie che non si pongono sotto l’egida delle Nazioni Unite.

Questi hanno un concetto assai elastico della Costituzione, la interpretano in modo diverso a seconda che ci sia di mezzo Trump oppure Macron. Ma soprattutto interpretano malamente il ruolo dell’Italia nello scacchiere internazionale. Mi spiego meglio.

L’interesse primario del nostro Paese è avere un ruolo in tutto ciò che accade nell’area del Mediterraneo dove madre natura ci ha piazzato all’inizio dei tempi. Ma non è soltanto una questione di pura geografia, è che qualsiasi onda  dl Mare Nostrum, anche quella che parte dalla coste più lontane tipo Gaza, prima o poi si infrange sulle nostre spiagge a volte con effetti simili a uno tsunami.

La sola idea di rimanere completamente tagliati fuori sia pure per “motivi costituzionali” dal futuro di Gaza è un suicidio politico bello e buono, una mancanza di visione e strategia. Per stare in gioco bisogna giocare al gioco di Trump? Giochiamo, con cautela e buon senso ma giochiamo anche nell’interesse delle nostre aziende (la bonifica e la ricostruzione della Striscia sarà probabilmente il più grande affare dei prossimi anni).

E giochiamo pure nell’interesse del popolo palestinese che per la prima volta nella sua millenaria storia ha la possibilità di uscire dalla miseria e dal degrado in cui i suoi leader lo hanno tenuto e vorrebbero tenerlo all’infinito per poter continuare ad arricchirsi personalmente con gli aiuti umanitari senza fonda.

Rendere civile e vivibile quella terra arida è possibile, Israele lo dimostra. E se per farlo bisogna  accompagnarsi a Trump e non all’Onu, bè a mio avviso ne vale la pena.

Alessandro Sallusti, 19 febbraio 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Lui conserva tutto - Vignetta del 16/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Lui conserva tutto

Vignetta del 16/05/2026