
Sta succedendo un fatto curioso. Secondo un’analisi del voto dello Studio Cattaneo, se si trasferissero così come sono i voti dal referendum alle politiche del prossimo anno, cioè in pratica se tutto il sì votasse per il centrodestra e tutto il no per il centrosinistra, il risultato sarebbe di sostanziale pareggio, nonostante i due milioni di voti di scarto.
Questo perché l’attuale legge elettorale, che lo ricordiamo era stata concepita per un sistema tripolare, con centrodestra, centrosinistra e M5S, assegna per 2/3 i voti con i collegi plurinominali con il sistema proporzionale e per 1/3 con il sistema uninominale. Ma essendo questi ultimi in larghissima maggioranza nelle regioni in cui ha vinto il sì, avrebbero molto più peso numerico dei plurinominali nelle regioni in cui ha vinto il no.
Questo, di fatto, si tramuterebbe o in un pareggio o al massimo in una vittoria di strettissima misura, che non garantirebbe la governabilità: tipo che al Senato si avrebbe una maggioranza di uno o due senatori, cose folli insomma. Qual è il fatto curioso che sta accadendo? Che il campo largo se n’è accorto e adesso, ovviamente, inizia a chiedere di rifare la legge elettorale, dopo che per giorni ha accusato la maggioranza di voler rifare la legge elettorale, per non rischiare di perdere le elezioni. Si sta ribaltando la situazione, direbbe Giovanni Storti. Quisquilie già viste, nulla di nuovo.
Ora però vi dico come la penso io. Premettendo che questa legge elettorale, già solo per questa stortura che determinerebbe va rifatta e anche in fretta, da sempre, le leggi elettorali le fa la maggioranza e le fa in funzione di quello che ritiene sia il metodo più conveniente pro domo propria. Hanno fatto tutti così e non è un caso che, infatti, abbiamo avuto le più cervellotiche e indecenti leggi elettorali.
Io non ho alcuna preclusione, facessero quello che vogliono, purchè garantiscano una sistema che consenta di governare chi prende più voti: è così che si rispetta la volontà dell’elettorato e soprattutto basta governicchi accrocchio in cui vale tutto e il contrario di tutto. Poi, se proprio volessero davvero farmi contento, via i listini e reintroduzione integrale delle preferenze. Ma considerando che da destra a sinistra sta cosa non conviene, non piace, so già che è destinata a restare utopia, purtroppo.
Guglielmo Mastroianni
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