Tomaso Montanari come un Fedez che non ce l’ha fatta. Nel senso che se il rapper almeno è stato in grado di scatenare un polverone mediatico con la sua famosa partecipazione al Concertone, l’intellettuale (o presunto tale) finirà solo col prendersi qualche critica. Per poi tornare negli studi di La7 a fare quello che fa di solito.
“Da Benito a Giorgia c’è un lungo filo diretto, un lungo filo nero, nerissimo. Si chiama fascismo”, ha detto il rettore dell’Università per stranieri di Siena a Taranto mostrando sul maxi schermo un collage in cui un manifesto elettorale di Giorgia Meloni viene accostato a una prima pagina della Domenica del Corriere con il ritratto di Benito Mussolini. Il che aggiunge alla follia di un simile accostamento anche la premeditazione di chi non l’ha detto nel furore della serata di festa, ma ha addirittura chiesto (e ottenuto) dall’organizzazione e dalla regia dell’evento di mandare sui ledwall una simile idiozia. “Il volto del potere. Eccolo qua, il volto del potere. Com’è bello, sereno, rassicurante. La storia ci insegna che quando il potere rappresenta se stesso mente sempre – ha detto il professore -. La verità e il potere sono nemici intimi, diceva Hannah Arendt. Allora questo ritratto dobbiamo contestarlo, smontarlo, ne dobbiamo svelare la vera natura. Dobbiamo dire la verità su questo potere che si presenta bello, forte, cristiano, materno, italiano”.
Non poteva mancare ovviamente pure l’intemerata contro Matteo Salvini, apparso in un collage di foto di migranti. “Questo ritratto del vicepremier lo hanno fatto degli studenti di un liceo artistico di Pisa”, ha spiegato Montanari. “Il volto pubblico del capo della Lega è una costruzione attenta e studiata, fatta di selfie con sorrisi a 32 denti, alternati a esibizioni di rosari, bagni nella Nutella, bacioni mescolati a minacce e felpe che si trasformano in divise. Ma se lo guardiamo da vicino, questo ritratto svela la verità: i ragazzi di Pisa hanno incollato 400 fotografie che ritraggono altri corpi: quelli dei migranti in mare respinti, morenti, uccisi. Il corpo del capo è il corpo di un consenso costruito attraverso l’odio e la paura, attraverso la sofferenza inflitta a corpi fragili, sorvegliati e puniti”. Chissà se Montanari farà lo stesso anche per l’amato (dalla sinistra) Pedro Sanchez, che giusto l’altro giorno ha raggiunto un accordo in Mauritania per impedire agli immigrati di raggiungere il sacro suolo spagnolo…
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