Qualcuno lo dica a Schlein: Sanchez scopiazza la Meloni sull’Albania

Il premier spagnolo avvia una cooperazioni con la Mauritania: pattugliamenti e gestione dei migranti sul loro territorio. Proprio in stile Cpr albanesi

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Elly Schlein e Pedro Sanchez

C’è un dettaglio che vale più di mille dichiarazioni politiche: mentre in Italia si continua a discutere – e spesso a litigare – sul modello Giorgia Meloni per la gestione dei migranti in Albania, in Spagna il governo di Pedro Sánchez – paladino della Schlein – si muove lungo una traiettoria sorprendentemente simile.

Madrid ha infatti avviato una collaborazione con la Mauritania con un obiettivo preciso: contenere le partenze verso le Canarie intervenendo direttamente nei Paesi di origine e transito. Non è una dichiarazione di principio, ma un’impostazione operativa che punta a gestire i flussi prima che raggiungano il territorio europeo. Il punto è proprio questo: spostare il baricentro fuori dai confini dell’Unione. Una logica che richiama da vicino l’accordo tra Italia e Albania voluto dal governo Meloni, basato sull’idea di creare un sistema di gestione esterna delle richieste d’asilo.

Non si tratta di una copia vera e propria, va bene, ma di un’impostazione che va nella stessa direzione. E infatti anche nel caso spagnolo si parla di progetti costruiti insieme a un Paese terzo per affrontare a monte il fenomeno migratorio, evitando che la pressione si scarichi interamente sulle frontiere europee.

C’è poi un altro elemento che rende il quadro ancora più interessante: questo tipo di approccio, per lungo tempo contestato da una parte della politica europea, sta trovando una progressiva legittimazione anche sul piano giuridico. Il modello dei centri in Paesi terzi, infatti, ha ricevuto un primo via libera nel parere dell’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea, aprendo di fatto la strada a soluzioni di questo tipo.

Eppure il caso spagnolo introduce anche una variabile che complica la narrazione. Accanto alla linea esterna di contenimento, il governo Sánchez porta avanti anche politiche interne di segno diverso, come i piani di regolarizzazione dei migranti già presenti sul territorio. Un doppio binario che combina controllo dei flussi e integrazione. Alla fine, però, il dato politico resta: sul tema migratorio, l’Europa si sta muovendo verso modelli sempre più simili, anche tra governi che sulla carta dovrebbero essere distanti. E quello che ieri veniva liquidato come inaccettabile, oggi diventa pratica condivisa.

Franco Lodige, 28 aprile 2026

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