Per i magistrati che hanno riaperto l’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi l’assassino non è Alberto Stasi bensì Andrea Sempio. L’ho incontrato e intervistato per “Dieci minuti” su Rete4 la vigilia di Natale e alla fine gli ho chiesto se avesse ucciso lui Chiara. Domanda retorica, risposta dovuta. Non sono un esperto di quel caso, non ho studiato le carte ma di fronte a quel “No” pronunciato da un uomo in carne ed ossa che avevo di fronte a pochi centimetri di distanza non ho pensato se mentisse o no, mi è solo apparso chiaro che stavamo uscendo da un drammatico pasticcio – la discutibile condanna di Stasi – per infilarci in un nuovo casino.
Quel “No” pronunciato con impressionante freddezza e sicurezza rendeva impossibile una verità accettabile, quel “No” senza esitazione significava che ci saremmo lasciati alle spalle un processo indiziario per aprirne un altro altrettanto indiziario, appesi a frammenti di impronte e dna vecchi di anni sulla cui validità non c’è alcuna certezza come dimostrano i pareri difformi espressi da periti ed esperti di parte.
Dopo il mostro Stasi ecco pronto il mostro Sempio. Uno dei due “mostro” magari lo è, ma ormai è tardi per stabilire chi, comunque andrà a finire questa storia entrambi saranno marchiati a vita. A fine trasmissione l’ho salutato con l’augurio di riuscire a dimostrare la sua innocenza. Per come stanno andando le cose non saprò mai se la mano che stavo stringendo era la mano di un assassino.
Alessandro Sallusti, 2 maggio 2026
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