Politico Quotidiano

Quei Vip convinti che gli elettori siano allodole

Attori e intellettuali in campo per il NO al referendum per la giustizia. Di solito porta male

Editoriale Sallusti referendum giustizia Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Nelle prossime ore assisterete alla discesa in campo nella campagna referendaria per la riforma della giustizia – si voterà il 22 e 23 marzo – di una pattuglia di vip a sostegno del fronte del no, quello che la riforma non la vuole. È il classico specchietto per le allodole, frase che indica un tranello, un espediente grossolano usato per attirare e ingannare persone ingenue, quelle che proprio come le allodole seguono il riflesso di uno specchietto invece che la luce del sole finendo così dritte nel mirino del cacciatore.

Vediamo. Sicuramente ci sarà l’immancabile Fiorella Mannoia, quella che non perde un appuntamento per schierarsi con la sinistra di ogni ordine e grado, nel 2013 fece anche da testimonial al fallimentare tentativo del magistrato Antonio Ingroia di entrare in politica con il partito da lui fondato e subito abortito “Rivoluzione civile”. Non è una new entry neppure Alessandro Barbero, storico e famoso divulgatore, convinto comunista e negazionista degli orrori comunisti, che nel 2021 tirò la volata al suo amico, ovviamente comunista, Angelo D’Orsi alle elezioni comunali di Torino: si schiantarono contro un misero due per cento di consensi. Stesso curriculum per Lino Guanciale, attore e regista di discreto successo: nel 2023 è stato il portavoce nella sua regione, l’Abruzzo, del comitato a supporto della candidatura di Elly Schlein alle primarie del Pd. C’è poi Alessandro Gassman, figlio di tanto padre ma soprattutto di sinistra “convinto socialista alla Pertini”.

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Detto che tutte le opinioni sono legittime mi chiedo che cosa ne sappiano questi signori di giustizia, di carriere dei magistrati e di Csm; mi chiedo come possano rimanere indifferenti al fatto che con l’attuale sistema ogni anno mille italiani finiscono in carcere senza alcuna colpa (ma forse non sanno neppure questo); mi chiedo che cosa sappiano più del più grande giurista vivente della sinistra – il professore Augusto Barbera, già onorevole del PCI – che ha annunciato che al referendum voterá convintamente Si (probabilmente ne disconoscono l’esistenza).

Insomma, più che testimoni di buona giustizia mi sembra una compagnia di avanspettacolo con manie di protagonismo pronta a salire su un palco purché sia. Cosa che, insegna la storia, di solito porta pure male. Per informazione chiedere a Kamala Harris che nella sua campagna contro Trump fu sostenuta dalla crème di Hollywood, da Taylor Swift a Robert De Niro, da George Clooney a Meryl Streep passando per Lady Gaga. Salvo poi scoprire che una campagna elettorale non è una fiction, che nel mondo reale gli elettori non sono allodole, semmai lo sono proprio gli attori.

Alessandro Sallusti, 20 gennaio 2026

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