L’imprenditore visionario Elon Musk ha presentato la nuova Tesla Roadster con una dimostrazione spettacolare in Texas. La vettura è arrivata dopo ben 9 anni dal suo modello precedente ma ha lasciato il mondo a bocca aperta, percorrendo una rampa, restandovi incollata anche capovolta grazie a un sistema di aspirazione (fino a due G di forza, sviluppata grazie alle tecnologie di SpaceX) e poi si è staccata, ha planato, eseguito una rotazione in aria grazie a dei propulsori a gas freddo ed infine è atterrata in sicurezza. La vettura accelera da 0 a 100 km/h in 0,81 secondi.
Ovviamente non è ancora l’auto volante di un film futuristico, ma è la cosa più vicina ad essa che l’uomo abbia mai visto nella realtà. Musk l’ha definita il risultato della collaborazione tra “la migliore azienda di auto e la migliore azienda di razzi al mondo”. Certo: è il patron di entrambe. In Europa, la percentuale di gente rimasta affascinata da questa nuova invenzione è purtroppo evidentemente minoritaria rispetto a chi l’ha accolta con diffidenza e talvolta persino con sdegno a causa della visibilità data ad Elon Musk.
Dopotutto, nel nostro continente la grande innovazione del decennio è quella dei tappi di plastica attaccati alle bottiglie: una misura europea decantata in pompa magna che altro non è che il simbolo di quanto ci ritengono stupidi quelli che ci governano. Ci fanno talmente ebeti da essere in grado di smarrire per forza della plastica se questa si stacca dal suo contenitore principale. Ma ognuno ha i geni che si merita…
Se guardiamo all’Italia la situazione precipita ancor di più: basti pensare al programma di Alleanza Verdi e Sinistra, annunciato qualche giorno fa e che oggi cade a fagiolo. Tra le proposte c’è infatti lo stop ai voli interni sulle tratte dove il treno impiega meno di tre ore per motivi climatici. Una bellissima metafora: mentre in America le macchine iniziano a volare, in Italia si vogliono vietare gli aerei. Tuttavia, che questa gente sia restia al cambiamento, non lo scopriamo oggi: negli anni Sessanta il PCI e i suoi tentacoli mediatici attaccarono l’Autostrada del Sole definendola inutile, troppo costosa e al servizio dell’industria automobilistica. Quell’opera, inaugurata nel 1964, unì Nord e Sud e accelerò il boom economico. Le obiezioni di allora sono identiche a quelle di oggi. Un po’ di ambiente, un po’ di “quei soldi servirebbero per altro”, un po’ di “Signora mia dove finiremo qui prima era tutta campagna”.
È un requisito standard della sinistra: una parte di essa sembra più a suo agio nel vietare piuttosto che nel costruire. Perché tutto ciò? Perché questo triste modus operandi? È presto detto. I sedicenti progressisti sono letteralmente terrorizzati dal futuro in quanto consapevoli di non saperlo né poterlo comprendere…
Alessandro Bonelli, 17 ottobre 2026
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