Commenti all'articolo Referendum, lo stolto guarda il dito (e non la luna)
Torna all'articolo
28 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Emanuele
21 Marzo 2026, 8:41 8:41
Mi permetta, ma non è nelle condizioni di dire a nessuno se e come si debba lamentare.
Anche perché, a dire il vero, nessun punto della riforma inciderà sulla maggioranza dei problemi: lungaggini, certezza della pena, ingiusta detenzione, risarcimenti, sovraffollamento, accanimento mediatico.
Fabio Bertoncelli
20 Marzo 2026, 15:55 15:55
In un tribunale preferireste essere giudicati da un magistrato collega del pubblico ministero, forse vicino d’ufficio del pubblico ministero, compagno di corrente del pubblico ministero (correnti politicizzate in magistratura!), magari addirittura amico del pubblico ministero?
O no?
Giorgio Colomba
20 Marzo 2026, 10:37 10:37
Per esprimersi convintamente verso il ‘Sì’ basta prendere atto di chi si attiva con fervore per il ‘No’.
Pigi
20 Marzo 2026, 8:00 8:00
Si vota SÌ semplicemente per un corretto funzionamento della giustizia italiana, indispensabile premessa a qualunque ulteriore razionalizzazione.
Dal NO non viene alcuna prospettiva, c’è solo l’opaca difesa dello status quo, cioè degli interessi di certi addetti di un cattivo servizio.
ciacciolo
19 Marzo 2026, 22:22 22:22
Il SI avrebbe vinto sicuro. L’unica cosa che rimette in dubbio il risultato è la crisi internazionale e l’appiattimento eccessivo sull’America in politica estera che non piace a molti italiani e può generare disimpegno o addirittura ripicca. Spero che gli italiani siano saggi e sappiano discernere.
giupor
19 Marzo 2026, 20:30 20:30
Più che d’accordo. E, aggiungo, nel caso il NO vincesse, l’ANM e tutta la pletora di giudici orientati, monterebbe in cattedra considerando il voto una legittimazione al loro operato.
Allora, anziché dar un segnale contro le troppe esondazioni, ci troveremo in una Repubblica giudiziara.
Mi permetta, ma non è nelle condizioni di dire a nessuno se e come si debba lamentare.
Anche perché, a dire il vero, nessun punto della riforma inciderà sulla maggioranza dei problemi: lungaggini, certezza della pena, ingiusta detenzione, risarcimenti, sovraffollamento, accanimento mediatico.
In un tribunale preferireste essere giudicati da un magistrato collega del pubblico ministero, forse vicino d’ufficio del pubblico ministero, compagno di corrente del pubblico ministero (correnti politicizzate in magistratura!), magari addirittura amico del pubblico ministero?
O no?
Per esprimersi convintamente verso il ‘Sì’ basta prendere atto di chi si attiva con fervore per il ‘No’.
Si vota SÌ semplicemente per un corretto funzionamento della giustizia italiana, indispensabile premessa a qualunque ulteriore razionalizzazione.
Dal NO non viene alcuna prospettiva, c’è solo l’opaca difesa dello status quo, cioè degli interessi di certi addetti di un cattivo servizio.
Il SI avrebbe vinto sicuro. L’unica cosa che rimette in dubbio il risultato è la crisi internazionale e l’appiattimento eccessivo sull’America in politica estera che non piace a molti italiani e può generare disimpegno o addirittura ripicca. Spero che gli italiani siano saggi e sappiano discernere.
Più che d’accordo. E, aggiungo, nel caso il NO vincesse, l’ANM e tutta la pletora di giudici orientati, monterebbe in cattedra considerando il voto una legittimazione al loro operato.
Allora, anziché dar un segnale contro le troppe esondazioni, ci troveremo in una Repubblica giudiziara.