Il sindaco di Camaiore di centro sinistra ha spiegato con molta onestà che il duplice omicidio che ha scosso quella comunità (il padre che uccide il figlio gay e la moglkie, ndr) va collocato in un contesto familiare molto complesso, che le istituzioni non sono state in grado di intercettare. Poco fa, Elly Schlein, intervenendo al gay pride di Milano, ha sostenuto che la causa di quella tragedia è la omotransfobia e che queste sono le conseguenze della mancata approvazione del Ddl Zan.
Va beh: tutto quanto fa spettacolo, morti compresi.
Marco Baldassarri, 28 giugno 2026
Le frasi di Schlein
“Purtroppo quel padre ha ucciso Mirko Moriconi che aveva deciso di chiamarsi Michelangelo Andreoni, lo ha ucciso a colpi di fucile, insieme alla madre. L’omotransfobia purtroppo uccide e penso che davanti a questa tragedia bisogna che rifletta tutta la società e tutta la politica, perché qualcuno ancora si chiede che senso abbia fare i Pride. Questo è il senso, cambiare la cultura in un Paese dove l’omotransfobia purtroppo continua a fare vittime perché alla fine l’odio e la discriminazione delle persone LGBTQ+ portano alla violenza. È una violenza in tante forme, fisica e mentale, e dobbiamo tenerne conto. Qualcuno ancora si stupisce del perché noi vogliamo una legge contro l’odio, contro l’omobilesbotransfobia come era il ddl Zan che è stato affossato in Parlamento”.
“Sicuramente dovremo cambiare noi le cose visto che con questa maggioranza mi sembra difficile, molto difficile, fare passi avanti, anzi se ne stanno facendo indietro come l’approvazione del pessimo ddl Valditara. Questo ddl fa il contrario di quello che servirebbe, cioè la prevenzione del bullismo in ogni forma perché limita fortemente e addirittura nei primi anni di scuola proibisce l’educazione all’affettività. Qualcuno si stupisce se vogliamo prevenire queste forme di violenza, di stereotipi discriminatori approvando l’educazione alle differenze e all’affettività obbligatoria in tutti i cicli scolastici. Il nostro Paese è stato tra quelli più retrogradi sul riconoscimento dei diritti LGBTQ+. Siamo scivolati alla posizione 36 su 49 in Europa”.
“Ecco, noi vogliamo portare l’Italia in Europa, più vicino a quei Paesi europei che invece hanno già approvato leggi contro l’odio, hanno già il matrimonio egualitario, il riconoscimento dei diritti delle figlie e dei figli delle coppie omogenitoriali. È questo che bisogna fare, è una società più inclusiva e anche più sicura per tutti e per tutte perché non marginalizza e non discrimina nessuno. Quindi noi proseguiremo in queste battaglie. Continueremo a batterci per riuscire ad approvare le leggi che servono. E lo faremo naturalmente assumendo anche un impegno come abbiamo fatto recentemente in un incontro con le associazioni con anche le altre forze dell’alleanza progressista dove c’è una buona convergenza su questi temi”.
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