
Dopo una rincorsa durata 26 anni, da quel gennaio 2000 in cui il padre Bettino morì in esilio ad Hammamet, Stefania Craxi approda ai vertici politici di Forza Italia. Non che sia una novellina, ha già ricoperto importanti incarichi di governo e parlamentari, ma assumere come è molto probabile la guida dei senatori forzisti la proietta direttamente nella cabina di regia del partito.
Va da sé che la cosa evoca più di una suggestione, a partire dall’intrecciarsi di due cognomi – Craxi e Berlusconi – che a cavallo degli anni Ottanta segnò profondamente la vita politica del Paese. Stefania Craxi è una socialista riformista che ha scalato i vertici dell’unico partito liberale – Forza Italia – rimasto in circolazione, apparentemente parliamo di una anomalia.
De Gasperi sosteneva che liberali e socialisti sono due cerchi che in parte si sovrappongono creando una zona comune di vedute e prospettive. Non dubitiamo che la Craxi si muova dentro quel perimetro, in questo senso la sua storia è rassicurante e c’è pure il precedente di Fabrizio Cicchitto – altro socialista doc – capo della delegazione di Forza Italia alla Camera nell’ultimo scorcio del berlusconismo di governo.
Stefania Craxi, radici socialiste, sostituisce Maurizio Gasparri che le radici le affonda nella destra storica. Bene e complimenti a tutti, spiace solo constatare ancora che ancora una volta le radici liberali non diano frutti ritenuti adeguati alla bisogna. Il mistero continua.
Alessandro Sallusti, 26 marzo 2026
Leggi anche:
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).