Politico Quotidiano

Sorteggio al CSM: perché molti fingono di non sapere che esiste già?

La scelta casuale dei magistrati per l’organo di autogoverno della magistratura è già una realtà: il vero nodo è il peso delle correnti

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Don Abbondio, catapultato nella nostra Italia in campagna referendaria direbbe, parafrasando se stesso nel noto detto manzoniano su Carneade di Cirene, “sorteggio, chi era costui?”. Infatti molti sostenitori del fronte del NO, magistrati e semplici cittadini, sembrano sorpresi e scandalizzati dal sorteggio per l’elezione del CSM, stracciandosi le vesti e urlando all’attentato alla Costituzione ed alla rappresentanza dei magistrati.

Per tranquillizzarli è bene chiarire subito che il CSM non è il parlamento dei magistrati e non ha alcuna funzione di rappresentanza politica degli stessi; è un organo costituzionale “istituzionale” di governo amministrativo, come recentemente affermato con chiarezza dal Capo dello Stato.

Inoltre, come ricordato da tecnici ed opinionisti, il sorteggio è un metodo di selezione dei “giudici” già ampiamente praticato nel nostro ordinamento giuridico per molti delicati impegni: ad esempio per la designazione dei giudici che devono decidere sulle accuse al Presidente della Repubblica (art. 135 u. c. Cost), per la designazione dei giurati popolari che compongono la Corte d’Assise; organo che giudica gravissimi reati quali omicidi e stragi; per la designazione dei componenti del Tribunale dei ministri che decide i delicati reati ministeriali.

Quello che forse è sfuggito è che persino il CSM, all’interno del proprio ordinamento, la legge 24.3.1958 n.195, all’art. 25 comma 5° prevede testualmente quanto segue: “Quando le candidature ammesse sono in numero inferiore a sei oppure non è rispettato il rapporto tra i generi indicato dall’articolo 23, comma 4, l’ufficio elettorale centrale, non oltre cinque giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 4, primo periodo, del presente articolo o dalla ricezione della comunicazione di cui al comma 4, ultimo periodo, del presente articolo, procede, in seduta pubblica, all’estrazione a sorte delle candidature mancanti tra tutti i magistrati che sono eleggibili ai sensi dell’artico-lo 24, commi 2 e 2-bis, nel singolo collegio…”.

Insomma, già oggi si può scegliere di mandare al CSM un magistrato “sorteggiato” (si veda proprio il caso del Dr. Andrea Mirenda, eletto nel 2022), quindi perché scandalizzarsi del sorteggio?

Con l’attuale CSM, dati alla mano, ben oltre il 95% dei magistrati ottiene valutazioni professionali sempre positive. Pertanto i magistrati sono, in una percentuale superiore al 95%, perfettamente in grado di decidere quotidianamente delicate questioni di diritto commerciale, del lavoro, di separazionee/divorzio, di diritto penale ecc,.

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È difficile comprendere quali difficoltà avrebbero a prendere decisioni amministrative riguardanti promozioni, trasferimenti, assegnazione degli uffici direttivi.

L’unica vera ragione di quanti predicano il No è la preoccupazione che le correnti politicizzate dei magistrati non siano più capaci di orientare le decisioni del CSM, perdendo in tutto o anche solo in parte il loro potere; potere che tanti danni ha cagionato al nostro paese e ai magistrati stessi.

Roberto Rognoni, 10 marzo 2026
Avvocato del foro di Novara

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