Tocchi Report e muori: perquisito il Garante della Privacy, indagato Stanzione

Ranucci rivendica: "Intervento dei pm dopo i nostri servizi". La GdF negli uffici dell'authority per l'indagine della procura di Roma. L'accusa: peculato e corruzione

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Giovedì 15 gennaio, la Guardia di Finanza ha effettuato delle perquisizioni nella sede del Garante della Privacy a Roma. L’operazione si inserisce nell’ambito di un’indagine avviata dalla Procura di Roma. Durante il blitz, gli investigatori hanno sequestrato telefoni cellulari, computer e documenti per raccogliere elementi utili all’indagine. Il fascicolo è coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco.

Ipotesi di reato: peculato e corruzione

Il presidente dell’Autorità, Pasquale Stanzione, e gli altri membri del Collegio sono indagati per i reati di peculato e corruzione. I membri coinvolti, oltre al presidente, sono Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza. L’indagine vuole far luce su spese di rappresentanza considerate irregolari. Tra queste, figurerebbero acquisti personali addebitati all’Autorità.

I servizi di Report e la mancata sanzione a Meta

L’indagine nasce a seguito di alcuni servizi della trasmissione televisiva “Report”, condotta da Sigfrido Ranucci. Tra le altre accuse, si indaga sulla mancata sanzione di circa 40 milioni di euro nei confronti dell’azienda Meta per il primo modello di smart glasses Ray-Ban Stories. Questi occhiali, prodotti dalla società di Mark Zuckerberg, erano finiti sotto osservazione per questioni di privacy.

Il Movimento 5 Stelle chiede le dimissioni del Collegio

Alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, tra cui Dario Carotenuto, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico e Gaetano Amato, hanno chiesto in una nota congiunta le dimissioni dell’intero Collegio del Garante. Secondo questi rappresentanti, le indagini e i sequestri rappresentano un grave danno alla reputazione dell’istituzione, e la permanenza in carica dei membri sarebbe “un atto di irresponsabilità”.

Ranucci conferma l’apertura dell’indagine

Sigfrido Ranucci ha commentato l’accaduto attraverso i suoi canali social, ribadendo che l’inchiesta nasce da alcune segnalazioni della trasmissione Report. “Ispezione e interrogatori della Guardia di Finanza negli uffici del Garante della Privacy,” ha scritto Ranucci, aggiungendo che le spese del Collegio e la mancata sanzione a Meta sono al centro dell’attenzione degli inquirenti.

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