Ormai bisogna farci il callo. E a Palazzo Chigi sono abituati alle uscite fuori luogo di Donald Trump, soprattutto dopo la “lite” tra il presidente Usa e la premier Meloni scesa in campo per difendere Papa Leone dagli attacchi del tycoon. Però il post di questa notte, in cui The Donald chiede un “ordine restrittivo” contro la leader di Fdi, peraltro a poche ore dal vertice Nato ad Ankara, ha lasciato “sconcertato” lo staff di Meloni.
Anche perché solo nei giorni scorsi l’Italia aveva cercato un riavvicinamento inviando, senza cambiare le agende, i due vicepremier e mezzo governo alla festa a Villa Taverna per i 250 anni dell’indipendenza americana. E questo nonostante Trump avesse inventato la storiella della premier che lo supplica di fare una fotografia con lui, tanto da fargli “pena”. Dopo la risposta e la controrisposta italiana, che ha smentito categoricamente la fantasiosa ricostruzione americana, Roma aveva cercato di ricucire lo strappo. Forse senza riuscirci.
In ogni caso, Palazzo Chigi ha capito che giocare a rimpiattino con Trump non porta a grandi risultati. Se non a mostrare ancor di più le divisioni tra le due amministrazioni. E così, lo staff della premier fa sapere al Corriere che non intende reagire “a questa provocazione”. Insomma: facciamo finta di nulla, visto che tra poco Meloni e Trump dovranno vedersi per parlare di argomenti molto scottanti come le spese militari per sostenere l’Alleanza. Resta da capire in che modo si comporterà il Tycoon quando inevitabilmente incontrerà Meloni per cui ha chiesto “un ordine restrittivo”.
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


