Guarda il video

Polizia assediata a Milano: catene e pietre sugli agenti, guerriglia Pro Pal

In Stazione Centrale l'assalto dei manifestanti che paralizzano la città. Distrutta una vetrina, estintori contro i poliziotti

13.9k 56
scontri milano

Migliaia di persone sono scese in piazza in tutta Italia in occasione dello sciopero generale organizzato dai sindacati di base per sostenere la popolazione palestinese e chiedere un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. A Milano, si sono verificati momenti di guerriglia urbana quando il corteo pro Palestina ha raggiunto la Stazione Centrale. Un gruppo di manifestanti ha cercato di entrare nell’edificio, causando scontri nell’atrio con le forze di polizia che hanno risposto con cariche di alleggerimento. I manifestanti hanno lanciato fumogeni e pezzi d’impalcature, oltre a catene e sassi, causando danni alla struttura, come la rottura della vetrata di ingresso.

“Altissima tensione in stazione Centrale con le forze dell’ordine letteralmente sotto assedio all’interno della galleria delle Carrozze e bersagliate da un fitto lancio di oggetti da parte dei manifestanti. Alcuni manifestanti stanno respingendo la polizia utilizzando gli estintori”, raccontavano in presa diretta i cronisti del Giorno presenti sul posto. A scatenare la violenza un gruppo di manifestanti vestiti di nero che hanno dato il via a spintoni, calci, lanci di fumogeni. Alcuni hanno utilizzato cartelli stradali, cestini e transenne per rompere le vetrine delle porte di accesso alla stazione. Dopo le violenze all’interno della Galleria, la polizia è riuscita a far indietreggiare i facinorosi. In piazza Duca D’Aosta però sono continuate le violenze: i manifestanti hanno scagliato transenne contro lo schieramento di forze dell’ordine urlando “assassini”.

I danni sono ingenti. I manifestanti utilizzando delle impalcature hanno distrutto la vetrata dell’ingresso principale della Stazione. Paura per i turisti, costretti a scappare con le valige in mano scavalcando i cancelli per evitare di finire in mezzo alle violenze. L’area commerciale è stata evacuata e le persone portate verso i binari. “I cancelli abbassati hanno trasformato la stazione in una trappola temporanea: passeggeri e turisti in transito sono rimasti bloccati, valigie alla mano, senza sapere se uscire o aspettare. Il fumo dei lacrimogeni ha invaso l’atrio, costringendo decine di persone a rifugiarsi nei bar interni o a coprirsi il volto con sciarpe e magliette. Una ragazza è stata soccorsa con una ferita alla testa”, riporta il Corriere della Sera.

Non che il resto della manifestazione fosse stata una passeggiata di salute. Raggiunta piazza della Repubblica, i manifestanti poco prima avevano gridato: “Ci avviciniamo al consolato americano, il consolato complice. Lo Stato che ha le stesse responsabilità di quelle israeliane e sioniste”. Poi hanno bruciato le bandiere di Usa, Israele, Nato e Unione Europea. Non solo. In Cadorna i manifestanti hanno occupato la sede dell’Enel, scalato i ponteggi e tagliato un telone.

Durissimo il commento di Giorgia Meloni: Indegne le immagini che arrivano da Milano: sedicenti “pro-pal”, sedicenti “antifa”, sedicenti “pacifisti” che devastano la stazione e generano scontri con le Forze dell’Ordine – ha scritto sui social -Violenze e distruzioni che nulla hanno a che vedere con la solidarietà e che non cambieranno di una virgola la vita delle persone a Gaza, ma avranno conseguenze concrete per i cittadini italiani, che finiranno per subire e pagare i danni provocati da questi teppisti. Un pensiero di vicinanza alle Forze dell’Ordine, costrette a subire la prepotenza e la violenza gratuita di questi pseudo-manifestanti. Mi auguro parole chiare di condanna da parte degli organizzatori dello sciopero e da tutte le forze politiche”.

Proteste in altre città italiane

Lo sciopero, oltre a Milano, ha interessato molte altre città. A Bologna, i manifestanti hanno bloccato autostrade e tangenziali in entrambe le direzioni, mentre a Roma circa 20.000 persone, secondo le forze dell’ordine, si sono ritrovate in Piazza dei Cinquecento, bloccando gli accessi alla stazione Termini. Torino ha visto centinaia di persone occupare i binari ferroviari tra Porta Nuova e Lingotto, paralizzando la circolazione ferroviaria. Anche in altre città come Palermo, Cagliari, Pescara e Aosta si sono svolte manifestazioni che hanno coinvolto lavoratori, studenti e cittadini.

A Trieste il corteo si è diviso in due quando una parte dei manifestanti ha iniziato a lanciare sassi contro le forze dell’ordine e a occupare la carreggiata con i cassonetti.

Momenti di tensione

Durante le proteste si sono svolte alcune azioni violente. A Milano, al Consolato americano in via Turati, i manifestanti hanno bruciato una bandiera degli Stati Uniti dopo un breve momento di silenzio dedicato alle vittime nella Striscia di Gaza. Altri episodi di tensione si sono verificati a Napoli, dove alcuni manifestanti hanno dato fuoco a immagini del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e della presidente del consiglio Giorgia Meloni, chiedendo la fine degli accordi tra Italia e Israele. A Genova e Livorno, i porti sono stati bloccati dai lavoratori, mentre a Cagliari il corteo si è diretto verso il palazzo del Consiglio regionale, causando interruzioni del trasporto locale.

Adesione e dichiarazioni dei sindacati

Secondo l’Unione Sindacale di Base (USB), la partecipazione allo sciopero è stata massiccia in tutta Italia, coinvolgendo milioni di lavoratori in vari settori come scuole, trasporti e logistica. “È una giornata di lotta senza precedenti,” ha dichiarato il sindacato, sottolineando l’obiettivo di denunciare il conflitto in Palestina. Numeri smentiti dal Ministero dei Trasporti, secondo cui l’adesione allo sciopero è stata decisamente bassa.

La mobilitazione ha avuto un impatto sulle infrastrutture e sui servizi pubblici. La circolazione ferroviaria è stata interrotta in varie parti d’Italia, e il trasporto locale ha subito forti limitazioni nonostante le fasce di garanzia. Sit-in e blocchi hanno impedito l’accesso ai porti a Livorno, Pisa e Genova, causando ritardi nei collegamenti commerciali. Alcuni turisti e passeggeri alla stazione Centrale di Milano sono stati costretti a lasciare l’area a causa della tensione, così come è accaduto a Roma con il blocco della stazione Termini.

Notizia in aggiornamento

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version