
Era annunciato. É successo. A seguito dello sgombero di Askatasuna, è stato organizzato un grande corteo a Torino a cui stanno partecipando, secondo la Questura, circa 3.000 persone. Durante la manifestazione, i partecipanti hanno cercato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine per avvicinarsi al civico 47 di corso Regina Margherita, sede del centro sociale. I militanti hanno intonato cori e mostrato cartelloni contro lo sgombero, poi hanno lanciato bombe carta e sono stati respinti nuovamente con l’uso di idranti e lacrimogeni.
A quel punto, impossibilitati a procedere, i manifestanti hanno continuato a lanciare fuochi d’artificio e farsi scudo con i cassonetti, alcuni dei quali sono stati trascinati in mezzo al viale e incendiati. Ci sono stasti feriti tra gli antifà, che ora procedono e forse stanno cercando di trovare un altro varco per raggiungere lo stabile.
“Ecco l’orrido volto di Askatasuna: violenza, violenza, violenza e bombe carta all’indirizzo delle divise. L’estrema sinistra di Avs, che ieri sproloquiava di una Torino che oggi sarebbe stata ‘bellissimà per via della manifestazione, si vergogni e chieda scusa alle forze dell’ordine, bersaglio sempiterno della maleodorante e delinquenziale galassia anarchica italiana. ‘Bellissimè sono le divise, non chi le assalta e chi sta con chi le assalta”, dice il viceministro Andrea Delmastro.
Lo sgombero
Lo sgombero arriva dopo lunghe polemiche politiche. Portato avanti dal Comune su indicazione della prefettura, l’azione ha segnato la rottura del “patto di collaborazione” siglato tra il Comune e rappresentanti di Askatasuna nella primavera di quest’anno. Il patto prevedeva che i locali inagibili dell’edificio rimanessero chiusi e che alcune attività fossero regolarizzate, tuttavia, le autorità hanno constatato diverse violazioni.
Il 18 dicembre 2025, a Torino, è avvenuto lo sgombero del centro sociale Askatasuna, situato in corso Regina Margherita 47. Dalle 5 del mattino, le forze dell’ordine, comprese polizia, Digos, carabinieri e guardia di finanza, hanno bloccato l’area e avviato le operazioni di sgombero. Durante i controlli, almeno sei persone sono state trovate all’interno dell’edificio, dichiarato inagibile, e poste fuori dall’immobile, che è stato poi murato e disconnesso dalla rete idrica. Gli attivisti, tuttavia, hanno avuto il permesso di recuperare due gatti presenti nella struttura.
Reazioni politiche
L’operazione ha suscitato una forte reazione politica. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato: “Dallo Stato arriva un segnale chiaro: non ci deve essere spazio per la violenza nel nostro Paese”. Fratelli d’Italia ha lodato lo sgombero, definendolo un passo importante per ristabilire la legalità. Al contrario, alcuni esponenti dell’opposizione, come i consiglieri di Alleanza Verdi-Sinistra e Movimento 5 Stelle, hanno criticato l’operato del sindaco di Torino Stefano Lo Russo, accusandolo di mala gestione della vicenda.
Durante il corteo, gli organizzatori hanno annunciato ulteriori proteste e assemblee. Il portavoce del centro sociale ha confermato la volontà di organizzare un’assemblea cittadina il 17 gennaio e un corteo nazionale il 31 gennaio. “Torino partigiana, Que viva Askatasuna”, si leggeva su uno degli striscioni. Anche famiglie del quartiere Vanchiglia hanno partecipato alla manifestazione, mostrando solidarietà agli attivisti.
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