Le immagini che stanno arrivando da Torino sono tremende. Orribili. Sconcertanti. Sono “i soliti scontri”, purtroppo. L’identica annunciata violenza. Ma stavolta un poliziotto ha seriamente rischiato di rimetterci la testa e quindi la vita.
All’altezza del giardino del Campus Einaudi, l’agente si è trovato da solo – il reparto era rimasto più indietro – ed è stato circondato dagli antagonisti di Askatasuna, o chi per loro, quindi aggredito e malmenato. Dal video, pubblicato sui social dal ministro Crosetto, lo si vede chiaramente finire alla mercé dei violenti. Sono istantanee sconcertanti. Viene fatto cadere, riceve uno, due tre calci, qualcuno lo centra con una pedata in testa e gli toglie il casco. Lui prova a difendersi, ma è inutile. Il branco di antifà imbufaliti continua a massacrarlo mentre è a terra. Un altro calcio. Un pugno. Un sasso in pieno volto. Poi l’orrore. Dal video si vede chiaramente che uno dei manifestanti colpisce ripetutamente il poliziotto con un martello: prima alla gamba, poi al braccio, infine alla schiena. Solo per miracolo l’arma non raggiunge la testa, rimasta senza protezione. Una violenza cieca che poteva costargli la vita.
Diciannove secondi di puro terrore. A salvarlo è un collega che lo protegge con lo scudo e lo sottrae alle grinfie del branco di bestie. “Porca troi* queste merd* l’hanno preso a martellate. Se Lo prendeva in testa lo apriva in due”, dice a Nicolaporro.it un collega del poliziotto, rimasto sotto choc guardando le immagini dell’aggressione.
Qui sotto la cronaca aggiornata alle 20.21
Il 31 gennaio 2026, Torino è stata teatro di manifestazioni violente durante il corteo nazionale per il centro sociale Askatasuna. La struttura, attiva per quasi trent’anni, era stata sgomberata a dicembre 2025, generando proteste culminate nella giornata di ieri. Migliaia di persone sono scese in piazza chiedendo la riapertura dell’edificio. Il corteo, partito da diversi punti della città, ha rapidamente degenerato in violenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.
Petardi, bombe carta e interventi della polizia
La situazione si è inasprita quando il corteo ha raggiunto Corso Regina Margherita, dove si trovava la sede di Askatasuna. Alcuni manifestanti incappucciati hanno lanciato petardi, bombe carta e fuochi d’artificio contro le forze dell’ordine. La polizia, per controllare la folla, ha risposto con lacrimogeni e idranti. Nei pressi di largo Rivella e del Campus Einaudi, gli scontri sono continuati con il lancio di sedie, pietre e razzi. Diversi cassonetti e un blindato della polizia sono stati dati alle fiamme, causando gravi disordini nelle strade.
Feriti e danni materiali
Durante gli scontri, sei persone sono rimaste ferite, inclusi agenti delle forze dell’ordine e manifestanti, anche se nessuno in condizioni gravi. Tre sono stati trasportati all’ospedale CTO e tre al Giovanni Bosco. I disordini hanno provocato anche danni materiali: alcuni giornalisti presenti, come Bianca Leonardi della Rai, sono stati aggrediti fisicamente da gruppi di manifestanti e la loro attrezzatura distrutta. La Rai ha condannato l’episodio definendolo un “attacco alla libertà di informazione”.
Dichiarazioni politiche e reazioni
Le reazioni politiche agli eventi sono state immediate. La vicepresidente della Regione Piemonte, Elena Chiorino, ha definito le violenze come “terrorismo politico” e ha espresso supporto alle forze dell’ordine. Anche il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, hanno condannato i disordini. Tajani ha ribadito l’importanza delle nuove norme sulla sicurezza in fase di discussione da parte del governo.
Pianificazione della manifestazione e violazioni
Le autorità locali avevano predisposto un percorso preciso per la manifestazione, con l’obiettivo di evitare tensioni. La Prefettura di Torino aveva emesso ordinanze che vietavano il possesso di oggetti atti a offendere e di maschere per occultare i volti. Tuttavia, parte dei manifestanti ha deviato dal percorso autorizzato, dirigendosi verso la sede sgomberata, scatenando scontri violenti e disordini in diverse zone della città.
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