Poliziotto sventa un furto, gli fracassano la mano. E lo straniero è già libero

A Milano l'intervento dell'agente fuori servizio. E si è dovuto pure "giustificare" con i passanti occupati a filmare la scena

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poliziotto

Un tempo simbolo dell’efficienza e dell’orgoglio italiano, Milano oggi sembra sempre più una città dove la sicurezza è diventata un’utopia. Una metropoli che corre, ma verso il basso: degrado diffuso, criminalità quotidiana e cittadini costretti a convivere con la paura di attraversare il centro.

L’ultimo episodio è avvenuto tra Cadorna e via Leopardi, attorno alle ore 7.55 del mattino. Un poliziotto fuori servizio, mentre si trovava in via Leopardi, diretto in ufficio, nota un uomo – casualmente un cittadino straniero, per la precisione originario dello Sri Lanka – correre via con qualcosa in mano. Non serve un grande intuito per capire che qualcosa non va: dietro di lui c’è già un altro agente – anche lui in borghese – che tenta di raggiungerlo.

Il poliziotto decide allora di intervenire. Nasce una colluttazione (sia chiaro: allo straniero non è stato fatto nemmeno un graffio), durata sette-otto minuti, tra i passanti increduli. Mentre uno dei due agenti mostra il tesserino da poliziotto – attenzione: è stato mostrato ad alcuni cittadini per giustificare l’intervento – il ladro prova a divincolarsi in maniera impetuosa, fino a quando arrivano tre volanti chiamate da chi ha assistito alla scena. Solo allora l’uomo viene definitivamente bloccato. L’unico aiuto è arrivato da un commerciante della zona. Gli altri passanti? In silenzio, anzi, non sono mancate le critiche per il presunto ricorso alla violenza quando in realtà si è trattato di una semplice immobilizzazione.

E a pagarne le conseguenze è ancora una volta chi indossa la divisa. L’agente fuori servizio finisce al pronto soccorso con una frattura allo scafoide: 35 giorni di prognosi. Il fermato, invece, viene processato per direttissima per tentato furto (sì, avete letto bene: tentato furto invece di furto vero e proprio), lesioni gravi e resistenza a pubblico ufficiale. Il processo si terrà nel 2026: siccome lo straniero è senza fissa dimora, gli è stata data l’inibizione a dimorare sul territorio di Milano. In sostanza è di nuovo libero.

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“Noi siamo sempre in servizio, c’è amarezza di doversi giustificare per un intervento che avrebbe potuto avere conseguenze molto peggiori di una frattura dello scafoide” la sottolineatura di Massimiliano Porro (Segretario provinciale del sindacato Fsp) ai microfoni di Nicolaporro.it: “Sappiamo il lavoro che facciamo, cerchiamo di farlo nel miglior modo possibile. Il nostro senso del dovere ci impone di aiutare un collega o un cittadino in difficoltà”. E non manca un po’ di “amarezza” per il comportamento dei cittadini presenti, impegnati a “filmare con il cellulare” anziché contattare le forze dell’ordine.

Insomma, mentre gli agenti continuano a rischiare la pelle anche fuori dall’orario di servizio, non mancano le polemiche. Anche una certa politica insegna: ogni volta che l’autore di un reato è straniero, qualcuno si affretta a criticare le forze dell’ordine, accusandole di eccesso di zelo o di mancanza di “sensibilità”. La verità è che Milano sta pagando il prezzo di anni di lassismo e retorica buonista. La capitale economica d’Italia non può essere una città dove chi difende la legge finisce in ospedale e chi la infrange viene trattato con i guanti bianchi. Ma, a quanto pare, questa è la nuova normalità.

Massimo Balsamo, 14 novembre 2025

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