Ponte sullo Stretto, ricordiamo anche lui

Il professore Gianfranco Desiderio Gilardini fu tra i primi a credere davvero nel progetto e a studiare come poterlo rendere realtà

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gilardini ponte stretto di messina

In questi giorni si discute molto dell’approvazione della costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina da parte del CIPESS. I favorevoli e i contrari si alternano sui giornali, esprimendo opinioni, dati, preoccupazioni e promesse. Ma in tutto questo rumore, c’è un nome che nessuno sembra ricordare: quello del Prof. Gianfranco Desiderio Gilardini. Eppure, fu lui uno dei primi a credere davvero in quel progetto, tanto da farne una missione personale già a partire dagli anni ’70.

Torinese, classe 1925, Gilardini fu un visionario. Dedicò la sua carriera alla realizzazione di porti e infrastrutture in tutta Italia, lasciando tracce concrete del suo ingegno: dalla Marina di Cala Galera a quella di Nettuno, fino al suo capolavoro più ambizioso, il bacino di Fontvieille, che regalò al Principato di Monaco il 30% in più di superficie calpestabile.

Del “Ponte”, come lo chiamava semplicemente lui, iniziò a occuparsene alla fine degli anni ’70, quando fu costituita la società Stretto di Messina Spa, controllata dall’IRI, e affidata alla sua guida. Radunò i migliori ingegneri del tempo, viaggiò instancabilmente per studiare progetti simili nel mondo, e arrivò perfino a dimostrare che la sua idea di ponte avrebbe potuto resistere a un’esplosione nucleare.

Il Prof. Gilardini si spense nel 2003, senza aver mai visto nascere quella che considerava la sua creatura. Oggi, mentre si torna a parlare del Ponte, sarebbe giusto ricordare anche lui.

Benedetta Reiser Gilardini, 7 agosto 2025

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