“Possono fare schifo quei peli?”. Cruciani difende Vannacci su Rackete

L'editoriale del conduttore della Zanzara: il caso di Rocca di Papa, l'arcigay e i ricchi contrari ai jet privati

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zanzara 10 luglio

Nell’ultima puntata della Zanzara, Giuseppe Cruciani ha affrontato diverse tematiche, a partire dal recente caso di cronaca a Rocca di Papa, in cui un padre ha ucciso l’assassino del figlio. Cruciani ha sintetizzato il sentimento popolare con il titolo: “Ammazza l’assassino del figlio, la gente in strada tifava per lui.” Si è poi chiesto perché molte persone simpatizzino con il gesto del padre. “Ve lo siete chiesti perché? Io sì, me lo sono chiesto”, ha detto Cruciani, che ritiene che il motivo risieda nel malfunzionamento della giustizia italiana. “In Italia la giustizia non funziona e gli assassini sono liberi dopo 10, 12, 13 anni”, ha commentato il conduttore, sottolineando che, se così non fosse, nessuno giustificherebbe l’omicidio.

Cruciani è poi passato a parlare dell’Arcigay, un’associazione che sta valutando un’azione legale contro uno chef ospite della Zanzara, noto per il suo rifiuto di assumere comunisti e omosessuali nei suoi locali. “Il signore chef con la svastica tatuata può essere criticato… ma che c’entrano le azioni legali? Cosa c’entra portarlo in tribunale?”, ha chiesto retoricamente. Secondo Cruciani, il diritto di scegliere chi assumere è intoccabile e portare la questione in tribunale è un’esagerazione.

Cruciani ha poi trattato la vicenda di Carola Rackete, che si è dimessa dal Parlamento europeo. Ha difeso il generale Vannacci, criticato per un post in cui commentava le dimissioni di Rackete e pubblicava una foto delle sue gambe con i peli. “Body shaming? Avete rotto il cazzo”, ha detto Cruciani, esprimendo la sua esasperazione nei confronti delle accuse rivolte a Mannacci.

Infine, Cruciani si è rivolto ai conduttori televisivi che si dichiarano contrari ai jet privati per motivi ambientali, lavorando però per grandi aziende che inquinano. “Anche quando respiriamo inquiniamo”, ha concluso Cruciani.

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