
Una ragazza uccisa senza motivo. Peraltro rifugiata ucraina. Un assassino, con problemi psichici, che era stato arrestato 14 volte e uscito quasi altrettante, “grazie” al sistema del rilascio su cauzione senza contanti. Iryna era seduta in metro, dietro lui l’uomo che ad un certo punto, prende un coltellino tascabile e la colpisce come se niente fosse. La ragazza ha pochi secondi per rendersi conto traumatizzata dell’accaduto, prima di cadere a terra ormai morta. Il video è terribile.
Purtroppo ha avuto solo la sfortuna di trovarsi davanti ad un uomo con alle spalle una storia di quasi due decenni di violenza e malattie mentali ma che era libero dopo che un magistrato lo aveva rilasciato sulla base della sola “promessa scritta” di presentarsi in tribunale. Ora negli Usa è sotto accusa il sistema che gli ha consentito di tornare libero più volte e che vede una parte della magistratura americana, in primis i procuratori Letitia James e Alvin Bragg, particolarmente incline a far uscire di prigione gli autori anche di pesanti reati, soprattutto se di colore. In nome di un fantomatico ideale di giustizia sociale e di un presunto “razzismo sistemico”.
Non mi aspetto certo che si scateni un’onda di indignazione o di empatia per la povera ragazza come con George Floyd figuriamoci, peraltro finito sotto la stretta di un poliziotto in ben altro contesto… Ma ad oggi, anche in Italia, la notizia è praticamente assente o citata giusto “en passant” dai principali media…
Francesca Ronchin, 12 settembre 2025
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