
Con l’ansia da prestazione tipica di chi teme una delegittimazione incombente, Elly Schlein produce uno dei più classici autogol, evocando il pericolo di una deriva autoritaria in Italia.
Lo proclama in un consesso europeo di fronte alla platea “amica” del gruppo del PSE riunitosi ad Amsterdam. Una platea peraltro percorsa da uno scetticismo preoccupato per le parole di una leader che decide di attaccare il proprio governo, con una inusitata violenza verbale.
Elly Schlein “lega” in un arbitrario volo semantico, l’attentato a Sigfrido Ranucci con il governo di Giorgia Meloni, indicandolo implicitamente come causa di un attacco alla libertà dell’informazione.: “la libertà è a rischio quando l’estrema destra è al potere”.
Giunge ventiquattrore dopo all’intemerata la smentita di Sigfrido Ranucci che si proclama convinto che la politica non c’entri nulla con l’attentato subito.
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Doppia topica di Elly, non nuova a figure del genere, che trae conclusioni capziose a puri fini elettorali oltre a discreditare il suo governo, accusandolo, Nemmeno troppo implicitamente, di essere dietro a un odioso attentato di stampo terroristico.
Giulio Galetti, 21 ottobre 2025
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