Anche il Santo Padre prende posizione sulla vicenda della cosiddetta Famiglia nel bosco. Rispondendo ad una supplica inviata dalla coppia anglo-australiana il 28 maggio scorso, Papa Leone ha dichiarato di “aver preso nota del contenuto della loro lettera” e di “ricordare loro e la loro famiglia nelle sue preghiere”.
Lo rende noto alla stampa l’avvocato di Catherine e Nathan, Simone Pillon, precisando che i genitori hanno espresso gratitudine al Pontefice “per la sua attenzione e le preghiere. Avevano chiesto il suo interessamento e le sue preghiere per la vicenda che ha coinvolto i loro figli”, sottolinea Pillon. “Nella missiva, avevano anche ringraziato il Papa per le parole utilizzate nella sua enciclica in merito al ‘diritto primario e inalienabile dei genitori di scegliere il tipo di educazione e formazione impartita ai loro figli'”.
Che dire, forse per smuovere i giudici a prendere una decisione, visto che è dal 23 luglio che questi ultimi sono entrati in camera di consiglio, manca solo il classico cero alla Madonna, confidando nella sua definitiva intercessione.
D’altro canto, dopo averle provate tutte, accettando qualunque prescrizione pur di poter riabbracciare i propri e molto amati bambini, se persino la carta divina dovesse fallire, Catherine e Nathan dovranno ammettere che il demone della burocrazia giudiziaria, almeno in questo caso, non teme neppure il giudizio divino.
Claudio Romiti, 13 agosto 2026
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