Pure l’ingrato Zelensky ci piglia a pesci in faccia: “Ue divisa e persa”

Il presidente Ucraino durissimo sull'Europa: "Sugli asset russi ha fatto vincere Putin". E annuncia un trilaterale con Usa e Russia sull'Ucraina

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zelensky a Davos

Dal palco del World Economic Forum di Davos, Volodymyr Zelensky ha pronunciato uno dei suoi interventi più duri nei confronti dell’Unione europea dall’inizio della guerra. Un discorso fitto di critiche, accuse e richiami politici, nel quale il presidente ucraino ha descritto un’Europa “divisa”, “persa” e incapace di trasformare le decisioni annunciate in azioni concrete contro Mosca.

Zelensky ha esordito con un’immagine simbolica, citando Il giorno della Marmotta: «Nessuno vorrebbe vivere così, ripetendo la stessa cosa per settimane, mesi e, naturalmente, quattro anni. È esattamente così che ci piace vivere adesso». Poi l’affondo: «Proprio l’anno scorso, qui a Davos, ho concluso il mio discorso con le parole: l’Europa deve sapere come difendersi. È passato un anno e nulla è cambiato».

“L’Europa deve imparare a difendere se stessa”

Il cuore del discorso è tutto politico. Zelensky chiede all’Europa di diventare finalmente un soggetto strategico autonomo: «L’Europa deve imparare a difendere se stessa», sollecitando la creazione di «una difesa unica davvero efficace». Non senza una stoccata: è stato necessario l’intervento degli Stati Uniti per convincere i Paesi Nato europei a investire il 5% del Pil in difesa, «il minimo per difendersi».

Se l’Europa non diventa una “forza globale”, ha avvertito, resterà «bersaglio di attacchi» e condannata a reagire sempre in ritardo.

“Divisi e persi di fronte a Trump”

Il passaggio più critico riguarda il rapporto tra Ue e Stati Uniti, in particolare con Donald Trump. Zelensky denuncia un’Europa timorosa e frammentata: «L’Europa sembra divisa e persa di fronte a Trump». Racconta di pressioni ricevute per abbassare i toni: «Mi viene consigliato di non parlare dei Tomahawk agli americani, per non rovinare l’atmosfera. Mi è stato detto di non parlare dei missili Taurus e di evitare di offendere una nazione europea o l’altra».

Da qui l’appello più netto: «Non dovremmo accettare che l’Europa sia solo un’insalata di piccole e medie potenze condita con i nemici dell’Europa». Quando l’Europa è unita, insiste, «siamo davvero invincibili».

Asset russi congelati: “Ha vinto Putin”

Uno dei punti più duri riguarda i beni russi congelati. Zelensky ringrazia l’Europa per averli bloccati, ma accusa Bruxelles di essersi fermata a metà strada: «L’Ue ha deciso di congelarli a tempo indeterminato, ma quando è arrivato il momento di usarli per l’Ucraina la decisione è stata bloccata».

Il giudizio è tranchant: «Sugli asset congelati ha vinto Putin». E rincara: «Mancano il tempo o la volontà politica?». Lo stesso vale, secondo Kiev, per il tribunale internazionale sull’aggressione russa: «Non ci sono stati veri progressi».

In un passaggio destinato a far discutere, Zelensky paragona la situazione del leader del Cremlino a quella di altri capi di Stato: «Maduro è sotto processo a New York, Putin no. È il quarto anno di guerra e Putin combatte per i beni congelati in Europa e sta avendo un certo successo».

Sicurezza e Stati Uniti: “Senza di loro è impossibile”

Se l’Europa viene accusata di immobilismo, gli Stati Uniti restano centrali nella strategia ucraina. Zelensky è netto: «Senza il coinvolgimento degli Usa è impossibile parlare di garanzie di sicurezza per l’Ucraina». Per questo, spiega, serve «la luce verde di Trump», nonostante l’ottimismo dichiarato da molti partner: «Tutti si dicono ottimisti, ma c’è sempre un “ma”».

A margine del Forum, Zelensky ha definito «positivo, produttivo e sostanziale» l’incontro con Trump, sottolineando che «i documenti volti a porre fine a questa guerra sono quasi pronti» e che Kiev sta lavorando «con assoluta onestà». Al centro del colloquio anche la difesa aerea: «Ho ringraziato Trump per il precedente pacchetto di missili e ne ho chiesto uno aggiuntivo».

Infine l’annuncio politico più rilevante: «Domani e dopodomani ci sarà il primo incontro trilaterale tra Ucraina, Russia e Stati Uniti negli Emirati Arabi Uniti». Con una punta di ironia: «Spero che gli Emirati ne siano a conoscenza. A volte riceviamo delle sorprese da parte americana».

Da Davos, Zelensky manda dunque un messaggio chiaro: senza una svolta politica dell’Unione europea – sui fondi russi, sulla difesa comune e sulla leadership strategica – l’Europa rischia di restare spettatrice di una partita che altri stanno già giocando.

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