Putin diserta il vertice di Istanbul: cosa accade ora

Lo zar non andrà in Turchia, stesso discorso per Lavrov. Per gli Usa arriveranno Witkoff e Rubio

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Zelensky Trump Putin meeting istanbul

Vladimir Putin non sarà presente oggi a Istanbul per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Nonostante l’ipotesi di un faccia a faccia tra i due leader fosse stata rilanciata nei giorni scorsi, sarà una delegazione russa guidata da Vladimir Medinsky — ex ministro della Cultura e già capo negoziatore per Mosca nei colloqui del 2022 — a partecipare al nuovo round di trattative. Con lui, anche rappresentanti dei ministeri degli Esteri e della Difesa, oltre al generale Igor Kostyukov, direttore dell’intelligence militare (GRU).

Bocche cucite sulle motivazioni dell’assenza di Putin. Una cosa è certa: il presidente russo sa di essere vantaggio sul campo militare, che conta di più di quello diplomatico. Ma il titolare del Cremlino sa anche che non può permettersi di traccheggiare più di tanto: non tanto per la possibile reazione di Zelensky, quanto per le possibili ripercussioni nei rapporti con Washington. Per il momento prende tempo, ma non potrà continuare a lungo: questo è certo.

Il mancato arrivo dello zar, che pure aveva aperto alla possibilità di un incontro diretto durante un’intervista rilasciata nella notte tra sabato e domenica, rappresenta un elemento rilevante nel quadro di un negoziato che torna ad assumere centralità diplomatica. Fonti dell’ambasciata ucraina in Turchia hanno confermato che Zelensky sarà comunque ad Ankara per un colloquio con il presidente Recep Tayyip Erdogan. La sua eventuale presenza a Istanbul resta subordinata alla partecipazione dei vertici russi.

Il leader ucraino ha comunque ribadito la disponibilità ad accettare “qualsiasi formato di negoziato” per arrivare alla fine del conflitto, lasciando intendere che valuterà i prossimi passi in base al livello della delegazione russa. Una posizione condivisa anche dagli Stati Uniti: il presidente Donald Trump, parlando da Doha, aveva dichiarato che non escludeva una sua partecipazione diretta, ma solo in presenza di Putin e infatti non sarà presente al summit come confermato da funzionari dell’amministrazione Usa alla Cnn.

Trump nelle scorse ore si è comunque detto fiducioso: “Penso che arriveranno ottime notizie oggi, forse domani o venerdì”. La durata dei colloqui potrebbe dunque estendersi per almeno due giorni. Il suo inviato speciale, Steve Witkoff, ha annunciato che sarà a Istanbul insieme al segretario di Stato Marco Rubio proprio nella giornata di venerdì, anche se resta da chiarire se quest’ultimo confermerà la sua presenza in assenza di Putin. Nel frattempo, sul fronte europeo, i rappresentanti permanenti dei Paesi membri dell’Ue hanno dato il via libera preliminare al 17° pacchetto di sanzioni contro la Russia. Le misure, in approvazione il 20 maggio da parte del Consiglio Affari Esteri, mirano a colpire circa 200 navi appartenenti alla cosiddetta “flotta ombra” russa, ritenuta cruciale per l’export petrolifero di Mosca.

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Secondo il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, però, non basta. Occorre, ha detto, preparare “sanzioni devastanti” capaci di “mettere la Russia in ginocchio” per costringerla a porre fine alla guerra. Le tensioni tra Parigi e Mosca sono tornate ad acuirsi, soprattutto dopo che il presidente Emmanuel Macron ha nuovamente ventilato l’ipotesi di dislocare testate nucleari francesi in Polonia. Dura la replica del Cremlino: “La proliferazione di armi nucleari in Europa non aumenterà né la sicurezza né la stabilità”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov. Sui contenuti dei colloqui attesi a Istanbul, Leonid Slutsky — presidente della Commissione Affari internazionali della Duma — ha parlato della possibilità di uno scambio totale di prigionieri. Il consigliere di Putin per la politica estera, Yuri Ushakov, ha invece indicato che al tavolo vi saranno sia temi politici che questioni tecniche.

La Cina, che ha mantenuto fin dall’inizio una posizione favorevole al dialogo, ha accolto positivamente la ripresa del confronto diretto. Da Pechino, anche il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha espresso sostegno all’iniziativa, auspicando un ruolo negoziale di Mosca. Nei giorni scorsi, Lula aveva incontrato Putin e, secondo fonti diplomatiche, avrebbe tentato un ultimo invito personale: “Compagno Putin, vai a Istanbul e negozia, per l’amor di Dio”. Il presidente brasiliano, in transito verso casa, è atterrato ieri a Mosca per una breve sosta all’aeroporto di Vnukovo, dove ha avuto un colloquio telefonico con il leader del Cremlino, ma non si è tenuto alcun incontro di persona.

Franco Lodige, 15 maggio 2025

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