
Volodymyr Zelensky ha lanciato un nuovo allarme via Telegram. Ha detto di aver ricevuto segnali chiari da Mosca “che si stanno preparando per un altro anno di guerra”. Il presidente ucraino ha aggiunto che questi segnali non sono solo per Kiev. “È importante che i partner li vedano. Ed è importante che non solo li vedano ma che reagiscano, in particolare gli Stati Uniti”. Secondo il presidente ucraino, dalla Russia arriva una retorica completamente diversa rispetto alle dichiarazioni di pace, insieme ad ordini ufficiali dell’esercito.
La risposta militare russa e le minacce di Putin
Lo stesso giorno, il presidente russo Vladimir Putin ha tenuto un discorso al ministero della Difesa. Ha affermato che gli obiettivi dell’operazione militare in Ucraina saranno raggiunti. “Preferiremmo farlo attraverso i canali diplomatici”, ha detto Putin. Ma ha anche lanciato un avvertimento preciso. “Se l’avversario e i suoi protettori stranieri si rifiutano di impegnarsi in discussioni sostanziali, la Russia otterrà la liberazione dei suoi territori storici con mezzi militari“. Putin ha anche annunciato che il nuovo missile ipersonico a medio raggio “Oreshnik” entrerà in servizio operativo in Russia entro la fine del 2025.
La mossa britannica
Intanto primo ministro britannico Keir Starmer ha fatto un annuncio importante alla Camera dei Comuni. Il governo trasferirà 2,5 miliardi di sterline all’Ucraina. Questi fondi sono gli interessi ricavati dai beni congelati dell’oligarca russo Roman Abramovich, ex proprietario del Chelsea. Starmer ha avvertito Abramovich. “Le lancette dell’orologio corrono, onora la promessa che hai fatto e paga ora”, ha detto il premier. Ha aggiunto che se Abramovich non lo farà, il governo è pronto ad avviare un’azione legale per confiscare il suo intero patrimonio britannico a favore di Kiev.
Anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha parlato al Parlamento di Strasburgo. Ha sottolineato l’impegno per la sicurezza. “L’Europa deve essere responsabile della propria sicurezza. Questa non è più un’opzione. È un obbligo”, ha dichiarato. Ha annunciato che quest’anno l’Ue ha attivato fino a 800 miliardi di euro di investimenti per la difesa, da spendere entro il 2030. Intanto, il premier ungherese Viktor Orbán ha rivelato la risposta di Mosca a una sua lettera. Orbán ha chiesto a Putin come la Russia avrebbe reagito se l’Ue avesse usato i beni russi congelati. “La risposta della Russia è stata chiara: risponderanno con forza”, ha detto Orbán, aggiungendo che l’Ungheria non sostiene questa mossa.
Nel suo discorso, oggi Putin ha puntato il diro direttamente contro l’Europa. Gli Stati Uniti e i loro “maialii europei” erano convinti di poter distruggere rapidamente la Russia e trarne profitto, ha spiegato il presidente, “recuperando ciò che era andato perduto nei periodi storici precedenti e tentando di vendicarsi”.
Il quadro sul campo e il piano di pace americano
Il comandante in capo ucraino, Oleksandr Syrsky, ha fornito un aggiornamento militare. Ha dichiarato che la Russia ha concentrato circa 710.000 militari per un’offensiva. Nonostante le perdite, l’esercito russo non abbandona la sua spinta. Syrsky ha anche annunciato che le truppe ucraine hanno ripreso il controllo di quasi il 90% della città di Kupyansk. Sul fronte diplomatico, il New York Times ha rivelato i dettagli di un piano di pace americano. Il piano prevede un significativo rafforzamento dell’esercito ucraino, il dispiegamento di truppe europee nel paese e maggiori risorse di intelligence dagli USA. Il piano chiederebbe anche all’Ucraina di cedere alcuni territori e di rinunciare all’adesione formale alla NATO.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha risposto a una domanda sull’invio di soldati in Ucraina. “Almeno finchè avrò voce in capitolo, non ripeteremo gli errori del 2014, lasciando l’Ucraina esposta”, ha detto Merz al Bundestag. Il portavoce del governo tedesco, Stefan Kornelius, ha assicurato che le trattative “non affonderanno in una quiete natalizia”. Tuttavia, un incontro previsto tra gli inviati americani e Zelensky per il 17 dicembre è saltato. Il presidente ucraino ha comunque detto che il dialogo continua e che si stanno preparando colloqui negli Stati Uniti.
La visione di Lukashenko
Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha dato la sua lettura della situazione. In un’intervista, ha detto che la fine della guerra dipende in gran parte dalla posizione del presidente americano Donald Trump. “Molto ora dipende da Trump e dagli Stati Uniti”, ha affermato Lukashenko, descrivendo Trump come una figura volitiva. Secondo fonti di Bloomberg, gli Stati Uniti stanno preparando un nuovo ciclo di sanzioni contro il settore energetico russo. L’obiettivo è esercitare maggiore pressione sul Cremlino affinchè si impegni nel processo di pace. Tra le opzioni, ci sarebbe il prendere di mira le navi della cosiddetta flotta ombra russa.
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