La Russia apre: “Trattative il 15 maggio”. E Zelensky accetta: “Vedrò Putin”

L'Europa dei "volenterosi" minaccia: "Tregua o sanzioni". Ma la Russia rifiuta e propone: un tavolo con Kiev a Istanbul

10.6k 54
putin zelensky

Vladimir Putin, il presidente russo, ha annunciato nella notte di sabato 10 maggio la volontà di avviare negoziati diretti con l’Ucraina. I colloqui sono stati proposti per giovedì 15 maggio a Istanbul, in Turchia, con l’obiettivo di raggiungere una “pace duratura”. L’invito è stato espresso durante un discorso ufficiale trasmesso in televisione, in cui Putin ha ribadito l’importanza di affrontare le cause profonde del conflitto tra i due Paesi.

Nel suo discorso, Putin ha anche dichiarato che discuterà con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan per ottenere il supporto logistico necessario. Una proposta simile era stata fatta già durante il 2022, ma i negoziati si erano interrotti senza risultati. “Noi vogliamo una pace duratura, di prospettiva storica – le parole esatte dello Zar – E spero che riusciremo a metterci d’accordo su un nuovo cessate il fuoco, rispettato anche dalla parte ucraina. Questo sarebbe un passo duraturo e stabile, e non invece la continuazione del conflitto dopo un nuovo riarmo ucraino. La nostra proposta sta sul tavolo. La decisione spetta adesso alle autorità di Kiev, e ai loro protettori, che vorrebbero continuare la guerra per mano ucraina. Vogliamo anche esprimere gratitudine per gli sforzi di pace intrapresi dai nostri colleghi stranieri, da Cina, Brasile e negli ultimi tempi dalla nuova amministrazione americana”.

In serata Zelensky ha “accettato” l’invito di Putin, anche se con una riserva: “Attendiamo un cessate il fuoco completo e duraturo, a partire da domani, per fornire la base necessaria alla diplomazia. Non ha senso prolungare le uccisioni. E giovedì aspetterò Putin in Turchia. Personalmente. Spero che questa volta i russi non cerchino scuse”.

Il cessate il fuoco e la richiesta dell’Occidente

La proposta russa giunge all’indomani del vertice dei leader europei a Kiev, dove Emmanuel Macron, Friedrich Merz, Keir Starmer e Donald Tusk si sono incontrati con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’incontro ha visto l’adozione di un piano che prevedeva un cessate il fuoco incondizionato di 30 giorni come condizione preliminare per qualsiasi negoziato, minacciando Mosca di nuove sanzioni qualora non accettasse la tregua.

Tuttavia, Putin ha respinto quest’ultimatum, definendolo un approccio poco costruttivo. Ha invece ribadito che i negoziati proposti non prevederanno precondizioni e che il cessate il fuoco potrà essere incluso in un secondo momento, durante le trattative. “Prima o poi ripristineremo rapporti costruttivi con i Paesi europei, anche con quelli che non rinunciano ad azioni palesemente aggressive nei nostri confronti – ha detto – e che cercano tuttora di parlarci in maniera villana, imponendoci degli ultimatum”.

Le reazioni internazionali

Dal fronte internazionale, le reazioni sono state diverse. Il presidente statunitense Donald Trump, utilizzando il suo profilo su Truth Social, ha definito l’iniziativa una “giornata potenzialmente grandiosa per Russia e Ucraina”. Ha promesso di continuare a lavorare con entrambe le parti per porre fine al conflitto, sottolineando il valore di salvare vite umane e mettere fine agli scontri.

Più prudente è stata, invece, la risposta di Emmanuel Macron, secondo cui “un cessate il fuoco incondizionato non può essere preceduto da negoziati diretti”. Il presidente francese ha descritto la proposta di Putin come “un primo passo, ma non sufficiente”.

Situazione sul campo: tensioni a Kiev

Intanto, la situazione sul terreno in Ucraina resta tesa. Nelle prime ore di domenica mattina, le forze russe hanno lanciato un attacco con droni su Kiev, poche ore dopo la scadenza di una tregua di tre giorni dichiarata da Mosca. La difesa aerea ucraina è stata attivata, e il sindaco della città, Vitaliy Klitschko, ha invitato i cittadini a restare nei rifugi.

Nonostante la fine della tregua, Putin si è detto fiducioso che i negoziati possano riaprire uno spiraglio per una nuova cessazione delle ostilità, includendo condizioni che entrambe le parti rispetteranno. “Come noto – ha detto – la Russia si è più volte pronunciata per iniziative di tregua, sempre sabotate da parte loro: hanno disatteso la moratoria sugli attacchi ai siti strategici, nonostante gli accordi con Trump. Hanno violato anche la tregua pasquale, più di mille volte. Per la nostra festa della Vittoria, abbiamo annunciato per la terza volta il cessate il fuoco, e abbiamo detto ai nostri colleghi occidentali che cercano una vera via di ricomposizione che non escludiamo la possibilità di prolungare i tempi di questo armistizio. Ma quali sono risultati? Altri trentasei attacchi con droni e missili di produzione occidentale, tutti respinti. Non avevano nessun senso, sono stati fatti solo per ragioni di propaganda. L’Ucraina non ha solo respinto la nostra proposta: gli eredi di quelli che collaboravano con i nazisti hanno cercato di intimidire i capi di Stato stranieri che si trovavano a Mosca, ma non ne sono stati neppure capaci”.

Istanbul è stata scelta come luogo per i colloqui, come già avvenuto nelle trattative del marzo 2022. All’epoca, i negoziati si conclusero con un nulla di fatto, ma secondo Putin la sede turca rappresenta un luogo neutrale idoneo per discutere. Nel suo discorso, il leader russo ha ringraziato Erdogan per la disponibilità a mediare, riconoscendo la Turchia come partner essenziale per creare un dialogo costruttivo.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version