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Qualcosa non torna sui tamponi

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I contagi galoppano, ma a fronte del record assoluto di tamponi: ormai siamo ogni giorno ben oltre quota 100mila. Sì, la percentuale di positivi sui casi testati è cresciuta, perciò nessuno nega che la situazione, in vista dell’inverno, possa essere preoccupante.

Ma come si è arrivati a questo punto? Quest’estate, in particolare tra luglio e ferragosto, nel momento di massima mobilità degli italiani, il numero di tamponi si è ridotto sensibilmente rispetto alla fase acuta dell’epidemia. E invece, proprio in quel periodo, sarebbe stato utile monitorare accuratamente il virus, esattamente per evitare che spostamenti e vacanze lo rimettessero in circolo, innescando la seconda ondata paventata dalle Cassandre già a maggio.

Perché questo non è stato fatto? Negligenza o volontà politica? Se oggi la strategia per il lockdown è quella della rana bollita, può darsi che allora la filosofia che ha ispirato i pessimi gestori di quest’emergenza sia stata quella della pentola a pressione…

Alessandro Rico, 17 ottobre 2020

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