Caffè avvelenato

Qualcuno pianga per il “maschicidio”

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Qui al bar temiamo che quando è un maschio la vittima di quelli che, un tempo, prima che subentrasse la neolingua femminista, si chiamavano “delitti passionali”, l’opinione pubblica si senta un po’ meno indignata. Di certo, i media appaiono molto meno interessati. È successo che, a Pomezia, vicino Roma, una ragazza ha colpito con un getto di acido corrosivo, al culmine di una lite, il compagno di 29 anni. Purtroppo, il giovane è morto. La donna è stata arrestata: la magistratura, ovviamente, non fa distinzioni di sesso tra le vittime. Il Codice penale resta quello che è. Ma di sicuro la vicenda non ha suscitato un grande clamore. E scommettiamo che molti di voi che ci stanno leggendo non ne sapevano assolutamente nulla.

Con tutto questo non vogliamo dire che debba iniziare una gara tra femminicidi e “maschicidi”. Ma la sensibilità per quelle che, adesso, va di moda definire “relazioni tossiche” – e definiamole pure noi così – deve essere diffusa e ampliata. Non è un problema che riguarda solo le donne. Lo dimostra il caso di Federico Venco, l’uomo investito e ucciso da Mirko Bellini, che lo aveva scambiato per il nuovo fidanzato della ex, alla quale invece il poveretto aveva soltanto dato indicazioni stradali. Un caso in cui quelle curvature “patriarcali” che denunciano tante attiviste hanno finito per mietere una vittima maschile (e per poco anche la donna, che si stava recando al solito maledetto “ultimo appuntamento”, non ci è rimasta secca: l’ex l’ha picchiata). Quello che vogliamo dire è che il vecchio “delitto passionale”, nella sua assurdità, deve essere condannato e prevenuto qualunque sia la sottocultura che lo alimenta. La possessività maschile una piaga più evidente e frequente; ma non è così raro trovare signore e signorine capaci, se non di uccidere o ferire gravemente, come a Pomezia, almeno di umiliare e mettere in uno stato di soggezione psicologica e prostrazione il partner. Un uomo non merita meno considerazione soltanto in quanto uomo. Le femministe concordano o no?

Il Barista, 5 agosto 2026

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