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Quando Bonafede diceva: “I vaccini provocano l’autismo”

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Vedete questo post? Sta circolando in questi giorni sui social. Risale al 2010, l’epoca in cui il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, era un semplice attivista del Movimento 5 stelle. E indovinate di cosa si vantava con Beppe Grillo? Di aver avviato una battaglia sui “danni da vaccinazione” e di aver avuto un “collega di studio” legale che era riuscito a “far ottenere un indennizzo per un bambino autistico”.

Erano gli anni in cui i pentastellati credevano alle fake news (ampiamente smentite dalla comunità scientifica, come spiega bene l’Iss in una sezione apposita del suo sito) sui vaccini che provocano disturbi cognitivi.

Ironia della sorte: adesso, quegli stessi grillini, tra cui Bonafede, devono fare da testimonial alla vaccinazione anti-Covid – peraltro, in assenza di un numero sufficiente di dosi e con un piano che fa acqua da tutte le parti.

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Pippo
Pippo
10 Giugno 2021 21:04

Bonafede è in malafede, non solo per questo ma anche per altro.

Paolo
Paolo
7 Gennaio 2021 9:58

Cosa può dire o pensare un pentastellato è decisamete irrilevante.

Mina
Mina
6 Gennaio 2021 17:26

Gli imbecilli emergono sempre: si dice che il tempo è galantuomo.
Ed è vero!

Angelo Cristofanelli
Angelo Cristofanelli
6 Gennaio 2021 10:17

Il famosissimo DJ FOFO !

Prisco
Prisco
5 Gennaio 2021 19:23

stralcio delle promesse di Grillo

https://twitter.com/i/status/1344961152812507136

Prisco

Giorgio Colomba
Giorgio Colomba
4 Gennaio 2021 13:24

A lui, invece. l’ipocrisia, gli ha regalato l’autista.

Giorgio
Giorgio
3 Gennaio 2021 12:43

Quando Bonafede diceva…!
Questa è davvero bella!
Si potrebbe scrivere una sconfinata antologia su quello che dicevano i politici italiani. Debole, troppo debole questa argomentazione per denigrare il ministro!

Atreiu
Atreiu
3 Gennaio 2021 11:36

Credo che dire che hanno la faccia come il xulo sia ormai inutile ed obsoleto. Questi sono i disertori, quelli che cambiano banda, che sono pronti a vendere la madre, quelli che ti spergiurano una cosa e dopo poco se la rimangiano. Tutto ciò sarebbe scusabile in un qualsiasi impiegatuccio che vuole far carriera ma in un ministro della Repubblica no, questo non è tollerabile. Antepongono la poltroncina alla faccia, all’onore, alla posizione sociale ed a quella deontologica. Abbiamo avuto tanti governi da schifo ma mai così in basso.