Quando Pippo Baudo disse: “A Sanremo? Ora brutte canzoni”

Se ne va uno dei più amati conduttori tv. Il suo nome legato a quello del Festival

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Pippo Baudo, vero simbolo della televisione italiana, è morto la sera di sabato 16 agosto 2025 all’età di 89 anni. Il conduttore era ricoverato al Campus Biomedico di Roma. Baudo è stato uno dei volti più conosciuti e amati del piccolo schermo. La notizia della sua scomparsa ha colpito non solo colleghi, ma anche fan e tante personalità del mondo dello spettacolo.

Una carriera legata a Sanremo

Pippo Baudo ha legato il suo nome in modo indissolubile al Festival di Sanremo, avendo condotto ben tredici edizioni tra il 1968 e il 2008. Oltre a Sanremo, ha presentato molti programmi di successo come Domenica In, Fantastico e Canzonissima. Per oltre 50 anni è stato protagonista nella storia della Rai, portando avanti la tradizione della televisione popolare accanto a personaggi come Mike Bongiorno, Enzo Tortora, Raffaella Carrà e Maurizio Costanzo.

Pippo Baudo, il cui vero nome era Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo, ha segnato profondamente la cultura pop italiana del dopoguerra. Il suo stile di conduzione, la voce inconfondibile e la presenza scenica hanno fatto scuola. La sua capacità di raccontare storie, di coinvolgere il pubblico e di guidare grandi eventi televisivi sono rimaste nella memoria di diverse generazioni. Baudo è stato anche autore e talent scout, scoprendo e lanciando moltissimi personaggi. Basti ricordare Andrea Bocelli, Laura Pausini, Giorgia, Eros Ramazzotti. Suo anche il record di ascolto (“fino al 74% con 17 milioni”, amava ricordare) e l’idea di introdurre la sigla-slogan “Perché Sanremo è Sanremo”.

In queste ore sta circolando il video di un’intervista che rilasciò quasi dieci anni fa quando criticò, neppure troppo velatamente, le “nuove” canzoni in gara a Sanremo. “Non le capisco”, disse. “È la penuria dei cantanti e degli autori. Sono canzoni che non resteranno”. Sempre nel 2014 al Piccolo disse che lo stato della musica italiana era da “febbre a quaranta”: “Non ci sono più autori, non si scrivono più belle canzoni. La vena dei cantautori si è essiccata, i cantanti non ricorrono più agli autori di professione”. Nel 2018, quando tornò per condurre Sanremo Giovani, il suo giudizio non cambiò molto: “Ho avuto la fortuna di trovare delle belle canzoni. Il merito del direttore artistico è consistente, ma non assoluto. Purtroppo, oggi, non ci sono più grandissimi pezzi. Io ho trovato brani eccezionali”.

Il suo volto è legato anche a momenti particolari del Festival. Come quando invitò sul palco alcuni operai dello stabilimento di Genova-Cornigliano dell’Italsider che rischiava la chiusura, nel 1984. Oppure quando, nel 1995, Pino Pagano, operaio disoccupato, minacciò di gettarsi dall’Ariston e fu Baudo a convincerlo a desistere.

I messaggi di cordoglio e il ricordo degli amici

Tantissimi messaggi di cordoglio sono comparsi sui social già dalle prime ore dopo la notizia della morte. Luciana Littizzetto, comica e conduttrice, ha scritto: “Ti bacio di nuovo, Pippo, uomo gentile”. Il sindaco di Sanremo ha detto che con Baudo “città e Festival perdono un vero amico e un protagonista che ha segnato la storia del nostro Festival. Con le sue tredici edizioni alla conduzione ha contribuito in modo determinante al successo del Festival di Sanremo nel mondo”. Commosso il ricordo di Giorgia: “Pippo, come si fa adesso a scrivere per dirti ciao per dire tutto quello che sei stato e che continuerai a essere in memoria e cuore, non basteranno le foto né le parole, mi consola che le cose ce le siamo dette fino all’ultimo, con tutto l’affetto possibile, e qui per onorare almeno un po’ il tuo contributo fondamentale alla nostra storia alla nostra cultura, lascio un grazie grande per la passione con cui hai sempre fatto la tua arte, per quello che hai dato per quello in cui hai creduto, e per quello che hai fatto per me, `ci hai inventati tu´, siamo tutti tristi oggi spero che tu possa vederlo”. Laura Pausini: “Mi ha cambiato la vita, scegliendomi a soli 18 anni tra le nuove voci di Sanremo 93 e da quel momento non mi ha mai lasciata, mai. È diventato un mio famigliare. Il lutto che vivo stasera è inspiegabile e profondo. Pippo grazie”.

L’ultima apparizione e il legame con il pubblico

Baudo era apparso per l’ultima volta in pubblico durante la festa per i 90 anni di Pier Francesco Pingitore, regista e autore televisivo. Era da diverso tempo lontano dagli schermi, ma il ricordo dei suoi programmi resta vivo. Molti italiani associano subito il nome di Pippo Baudo al Festival di Sanremo: il suo modo di presentare e di vivere la televisione è diventato un punto di riferimento nel costume nazionale. Sul palco dell’Ariston salì l’ultima volta nel 2019.

La sua eredità e il rapporto con Sanremo

La storia tra Baudo e il Festival di Sanremo è durata oltre mezzo secolo. Le sue tredici conduzioni rappresentano un record assoluto. Per tanti spettatori, Sanremo e Baudo sono diventati quasi sinonimi. La sua presenza sul palco dell’Ariston ha segnato pagine importanti della musica e della cultura italiana: le sue scelte, le sue presentazioni e i momenti che ha creato durante il Festival sono stati spesso raccontati come “un rito nazionale”.

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