Commenti all'articolo Quel treno del lusso italiano che ha molto da insegnare al Paese
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8 Commenti
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Rizzi
5 Aprile 2025, 11:23 11:23
Patetico. Quello che manca in Italia da almeno trent’anni è un sistema ferroviario che offra un servizio pubblico decente, adeguato, senza fronzoli e a prezzi ragionevoli, in grado di soddisfare le esigenze di tutti e non solo di ricchi snob. Ma da quest’orecchio non ci sente nessuno, sx o dx.
Angelo
5 Aprile 2025, 11:01 11:01
Andrea, è un barlume di speranza e luce liberale in Italia. Sottoscrivo ogni virgola che dice. Un talento del genere deve essere in parlamento. Viva La Libertad Carajo!!!!
Emanuele
4 Aprile 2025, 8:34 8:34
Continuate a chiedere agli eredi del Movimento Sociale Italiano, ripeto, Movimento SOCIALE Italiano, che hanno sempre fatto dell’assistenza sociale la loro bandiera, di essere liberali e liberisti… poveri illusi.
Flavio Pantarotto
3 Aprile 2025, 20:36 20:36
Insisto col suggerire: “Non chiamatelo governo di centro-destra. Questo avverbio dovrebbe venire definito dalle politiche che fa, non dalla posizione dei suoi sostenitori nell’Emiciclo. Ma è una storia che risale al 1948, i gemelli non volevano esser vicini di banco…
Bello, il treno!
Patetico. Quello che manca in Italia da almeno trent’anni è un sistema ferroviario che offra un servizio pubblico decente, adeguato, senza fronzoli e a prezzi ragionevoli, in grado di soddisfare le esigenze di tutti e non solo di ricchi snob. Ma da quest’orecchio non ci sente nessuno, sx o dx.
Andrea, è un barlume di speranza e luce liberale in Italia. Sottoscrivo ogni virgola che dice. Un talento del genere deve essere in parlamento. Viva La Libertad Carajo!!!!
Continuate a chiedere agli eredi del Movimento Sociale Italiano, ripeto, Movimento SOCIALE Italiano, che hanno sempre fatto dell’assistenza sociale la loro bandiera, di essere liberali e liberisti… poveri illusi.
Insisto col suggerire: “Non chiamatelo governo di centro-destra. Questo avverbio dovrebbe venire definito dalle politiche che fa, non dalla posizione dei suoi sostenitori nell’Emiciclo. Ma è una storia che risale al 1948, i gemelli non volevano esser vicini di banco…
Bello, il treno!