Cronaca

Quello che nessuno dice sul caso Garlasco

Dal processo definitivo alle nuove inchieste, l’omicidio di Chiara Poggi ha dominato mediaticamente il 2025 e continua a dividere il Paese

Alberto Stasi, Chiara Poggi e Andrea Sempio nel delitto di Garlasco
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Il 2025 segna una nuova fase giudiziaria e mediatica per il delitto di Garlasco. A distanza di diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, un caso che sembrava definitivamente chiuso con la condanna di Alberto Stasi, l’attenzione degli inquirenti e dell’opinione pubblica torna a concentrarsi su una vicenda che continua a sollevare interrogativi. La riapertura delle indagini e i successivi sviluppi hanno alimentato un dibattito costante, diventato centrale anche nei programmi di approfondimento televisivo.

La svolta arriva l’11 marzo, quando emerge la notizia di una nuova indagine per concorso in omicidio. L’attenzione si concentra su Andrea Sempio, persona che frequentava l’abitazione dei Poggi e già coinvolta in passato in un procedimento poi archiviato. La notizia dell’avviso di garanzia notificato a Sempio viene diffusa per prima dal Tg1, dando avvio a una sequenza di rivelazioni, accertamenti e indiscrezioni che rimettono in discussione la ricostruzione del delitto.

Pochi giorni dopo, la Procura chiarisce i contorni dell’attività investigativa in corso. Su disposizione del giudice per le indagini preliminari di Pavia Daniela Garlaschelli, viene effettuato un prelievo coattivo di saliva e capelli a carico di Sempio. L’ordinanza specifica che il suo Dna viene comparato non solo con “il profilo genetico estratto dal materiale biologico rinvenuto sotto le unghie della vittima”, ma anche con “le ulteriori tracce di natura biologica rinvenute sulla scena del crimine”.

L’attenzione si sposta quindi sul terreno tecnico-scientifico. Nella nuova fase dell’inchiesta si apre un confronto serrato tra accusa e difesa, fondato su consulenze e analisi relative a impronte e reperti genetici già acquisiti negli anni precedenti. Tra gli elementi esaminati figura nuovamente il Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi. Secondo la perizia genetica dell’esperta Denise Albani, il profilo individuato risulta compatibile – “con supporto moderatamente forte” – con la linea genetica maschile della famiglia Sempio.

Nel mese di settembre emerge un ulteriore filone investigativo. Il 25 settembre la Procura di Brescia avvia perquisizioni nell’abitazione di Mario Venditti, ex procuratore facente funzione di Pavia, andato in pensione nel luglio 2023, oltre che nelle case dei coniugi Sempio, di alcuni loro familiari e di due carabinieri oggi in congedo. L’ipotesi di reato è corruzione. Secondo i magistrati bresciani, Venditti avrebbe “Ricevuto una somma indebita di denaro, nell’ordine di 20/30 mila euro – si legge nel decreto, riportato dall’Ansa – per favorire Andrea Sempio, nell’ambito del procedimento penale” relativo all’omicidio di Chiara Poggi.

Leggi anche:

Sempre secondo la ricostruzione dei pubblici ministeri, un appunto manoscritto risalirebbe all’inizio di febbraio 2017, periodo precedente alla convocazione di Sempio per un interrogatorio. In quella fase, l’indagato avrebbe conosciuto in anticipo le “domande che gli sarebbero state rivolte” e “alcuni elementi rappresentati nell’esposto presentato dalla madre” di Stasi. Venditti respinge le accuse, definendole infondate, mentre prende avvio un procedimento parallelo rispetto all’inchiesta principale, con il confronto tra le richieste della Procura e le memorie difensive dell’ex magistrato.

Un momento chiave dell’anno giudiziario si colloca il 18 dicembre, data fissata per l’incidente probatorio. In aula sono presenti anche Stasi e i suoi legali. Gli esperti nominati dalle parti si concentrano in particolare sull’analisi del Dna maschile rinvenuto sotto le unghie della vittima e sulle altre tracce biologiche esaminate nei mesi precedenti. Gli esiti di questi accertamenti, considerati irripetibili, saranno determinanti per stabilire se la Procura chiederà il rinvio a giudizio di Andrea Sempio o procederà con l’archiviazione.

A ridosso delle festività natalizie emerge infine un nuovo elemento. Il 21 dicembre, da indiscrezioni investigative riportate ancora una volta dal Tg1, si apprende dell’esistenza di una presunta impronta insanguinata di scarpa individuata in cima alle scale dove fu rinvenuto il corpo di Chiara Poggi. Secondo l’ipotesi investigativa, la posizione dell’impronta sarebbe compatibile con la traccia 33 sul muro, attribuita dalla Procura a Sempio. In base a questa ricostruzione, l’autore dell’aggressione si sarebbe fermato sulle scale, appoggiando una mano al muro e lasciando l’impronta, un dettaglio che riporta nuovamente al centro dell’indagine la figura dell’amico del fratello della vittima.

Franco Lodige, 1º gennaio 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Campo larghissimo mondiale - Vignetta del 17/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Campo larghissimo mondiale

Vignetta del 17/05/2026