“Questa è la casa di Allah, vuole pregare?”. Ma papa Leone sorprende il Muezzin

La visita del Pontefice in Turchia fa tappa alla Moschea Blu. Prevost si è tolto le scarpe

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Papa Leone XIV

Papa Leone XIV ha intrapreso il suo primo viaggio apostolico come Pontefice, visitando la Turchia. Il viaggio, dal titolo “Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo”, è stato organizzato per inviare un messaggio di unità interreligiosa e pace globale. Tra gli incontri ufficiali, quello con il Presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, nel Palazzo Presidenziale ad Ankara. Durante il colloquio, Erdogan ha sottolineato la necessità di adottare la soluzione dei “due Stati” per il conflitto israelo-palestinese, affermando: “Siamo in debito con la Palestina”. Papa Leone XIV ha ribadito l’importanza di trasmettere un messaggio di pace, dichiarando: “Camminiamo insieme per l’unità e l’armonia.”

La Moschea Blu e la preghiera silenziosa

Oggi il Papa si è recato a Istanbul per una visita alla Moschea Sultan Ahmed, conosciuta come la Moschea Blu. Qui è stato accolto dal capo della Diyanet, Safi Arpagus. Come da tradizione, il Pontefice ha tolto le scarpe prima di entrare, camminando scalzo nella storica moschea, una delle più importanti di Istanbul. Questo luogo di culto è famoso per le sue oltre 21 mila maioliche di Iznik, con sfumature blu e verdi. I precedenti pontefici, Benedetto XVI e Francesco, avevano già visitato la Moschea Blu, con gesti simili di rispetto e raccoglimento. Stavolta invece Leone XIV non ha pregato.

A rivelarlo è stato il muezzin della Mosche Blu, Asgin Tunca. “Ho detto a lui che questa era la casa di Allah, che se voleva poteva pregare, e lui ha detto ‘no, osserverò in giro’ e ha continuato la visita. Voleva vedere la moschea e percepirne l’atmosfera, credo. E ne è rimasto molto soddisfatto”. Leggermente diverso, invece, il comunicato diffuso dalla Sala Stampa vaticana secondo cui “il Papa ha vissuto la visita alla Moschea in silenzio, in spirito di raccoglimento e in ascolto, con profondo rispetto del luogo e della fede di quanti si raccolgono lì in preghiera”.

L’incontro con i leader cristiani nella Chiesa di Mor Ephrem

Il Papa ha visitato anche la Chiesa ortodossa siriaca di Mor Ephrem, situata a Yeşilköy, sulla sponda europea di Istanbul. Questa chiesa, inaugurata nel 2023, è la prima costruita in Turchia dalla fondazione della Repubblica. I capi delle principali chiese cristiane sono stati presenti all’incontro privato. Tra loro, il Patriarca della Chiesa ortodossa siriaca di Antiochia, Ignazio Efrem II, e il Metropolita di Istanbul, Ankara e Izmir. Dopo una breve preghiera corale, i partecipanti si sono riuniti per una tavola rotonda con interventi mirati, seguiti da un discorso del Pontefice. In chiusura, è stata recitata la preghiera del Padre Nostro.

La firma della Dichiarazione congiunta con il Patriarca Bartolomeo

Nel pomeriggio del 29 novembre, nella Chiesa Patriarcale di San Giorgio a Istanbul, Papa Leone XIV ha incontrato il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I. L’incontro, avvenuto presso il Palazzo Patriarcale, ha portato alla firma di una Dichiarazione congiunta tra le due Chiese. Il documento ribadisce l’impegno a lavorare insieme per la pace, la solidarietà e l’unità tra i cristiani. La giornata si è conclusa con la celebrazione di una Messa nella Volkswagen Arena, dove oltre 6 mila fedeli hanno preso parte all’evento, considerato uno dei momenti più importanti del viaggio apostolico.

Il ponte della Turchia tra passato e futuro

Papa Leone XIV, nel suo discorso iniziale ad Ankara, ha elogiato il Paese come “crocevia di civiltà e religioni.” Ha usato il ponte sullo stretto dei Dardanelli come metafora per spiegare il ruolo della Turchia: un’unione tra Asia e Europa e tra tradizioni culturali diverse. Ha aggiunto: “Una società è viva se è plurale: sono i ponti tra le sue anime a renderla civile.” Ha inoltre menzionato l’importanza di valorizzare la forza della famiglia e combattere la “terza guerra mondiale a pezzi”, una dinamica distruttiva che minaccia la pace globale.

L’importanza della minoranza cristiana in Turchia

La visita del Pontefice ha restituito attenzione alla piccola comunità cristiana in Turchia. Secondo il Vicario Apostolico di Istanbul, la Chiesa cattolica, seppur numericamente esigua, porta avanti il suo ruolo spirituale con fede e dedizione. Questo incontro ha rappresentato per loro un “respiro di appartenenza” e un segno di vicinanza da parte della Chiesa universale. Inoltre, il Pontefice ha ricordato le radici cristiane della terra turca, legate agli insegnamenti dei primi discepoli e alla storia dei Concili ecumenici.

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