Politica

Cin Cinico

Questa patetica foto di Sala dice più di quanto sembri

Il sindaco sfoggia su Instagram dei calzini raffiguranti Che Guevara: un look impeccabile per le sue rivoluzioni da salotto

Beppe Sala, sindaco di Milano, in bicicletta con i calzini di Che Guevara Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Nel carosello tragicomico della politica italiana è tornato per qualche attimo anche Beppe Sala. Il sindaco di Milano si è concesso una pedalata fino a Zoagli con ai piedi il volto di Ernesto Che Guevara.

Non si è trattato di un vezzo tenuto nascosto, intendiamoci, ma di un dettaglio immortalato e fieramente condiviso tramite una Instagram Story. Che Guevara, icona comunista della rivoluzione armata e paladino dell’anticapitalismo più radicale, diventa il decoro da sfoggiare in una gita borghese tra pedalate e selfie da parte del sindaco della città più capitalista d’Italia: la quintessenza dell’incoerenza.

La città di Milano con i suoi grattacieli, la fashion week, le start-up, i monolocali seminterrati in affitto a 1500€ al mese, è una location che difficilmente Che Guevara avrebbe apprezzato e, analogamente, il richiamo al comunismo più intransigente lanciato dal primo cittadino è quantomeno inappropriato.

Che senso ha, dunque, questo calzettone rivoluzionario? È solo un gesto ironico? Una provocazione lanciata in cerca di engagement? È il grido di libertà di un sindaco al suo secondo mandato e quindi non candidabile nuovamente? O è il sintomo di un più profondo, quasi comico, disorientamento ideologico che affligge la classe dirigente meneghina?

Che la sinistra istituzionale giochi di tanto in tanto a travestirsi da rivoluzione è cosa nota. Ma qui si sfiora l’autocaricatura: Sala, in pantaloncini da ciclista e calzini col rivoluzionario cubano, somiglia più a un personaggio satirico che a un sindaco in cerca di consenso. Anche perché nessun comunista apprezzerebbe la sua gestione della città e nessun milanese con un discreto senso della realtà sarebbe così tafazzista da augurarsi un’amministrazione che tragga spunto dal “Che”.

Chiaramente, non sono mancate le reazioni dell’opposizione: Carlo Fidanza, europarlamentare di Fratelli d’Italia, ha colto l’occasione per bacchettare l’apologia dei regimi. I social invece si sono divisi fra un misto di ilarità, meme e indignazione. Ma l’episodio dice molto di più di quanto non sembri. Dice che oggi si può amministrare la city più business-friendly d’Italia e al contempo vestirsi da rivoluzionario da polpaccio, il tutto senza il minimo imbarazzo.

L’ideologia social nella sua forma più sublime, in cui ogni simbolo può essere indossato purché generi un like, un titolo o una polemica. Ma nella città della moda, questo outfit sembra davvero trash.

Alessandro Bonelli, 23 giugno 2025

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